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Phillips, la voglia di dimostrare quanto vale

Saverio Melegari
William Phillips nella gara contro l’Aget Imola al Palafermi
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William Phillips nella gara contro l’Aget Imola al Palafermi

In queste prime tre giornate di campionato è rimasto uno dei punti interrogativi della Carmatic. I guai fisici hanno limitato enormemente Bill Phillips ed il primo ad esserne dispiaciuto è proprio l'ex giocatore di Livorno. Andato ko dopo il secondo allenamento di agosto, il suo tendine d'Achille non si è ancora ripreso costringendolo a tenere il freno tirato sia in allenamento che in partita.

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PISTOIA. In queste prime tre giornate di campionato è rimasto uno dei punti interrogativi della Carmatic. I guai fisici hanno limitato enormemente Bill Phillips ed il primo ad esserne dispiaciuto è proprio l'ex giocatore di Livorno. Andato ko dopo il secondo allenamento di agosto, il suo tendine d'Achille non si è ancora ripreso costringendolo a tenere il freno tirato sia in allenamento che in partita.

Di tutto questo la squadra ne soffre, visto che fino ad oggi i lunghi avversari hanno spadroneggiato sotto le plance, anche se non c'è solo lui a lottare a rimbalzo.
«È un dolore molto forte - spiega un amareggiato Phillips - e ci sono dei giorni in cui faccio fatica a premere anche sul pedale del gas dell'automobile quando guido. In ogni allenamento mi sforzo al massimo per provare a vedere di risolvere questo problema molto fastidioso, però è tutto molto difficile. Abbiamo raggiunto l'accordo con il coach che quando c'è doppia seduta di allenamento, io ne faccio soltanto una, passando il restante tempo in palestra a fare potenziamento».

Un Phillips che parla a tutto tondo sul suo inizio di stagione e su quello che ancora non va in casa Carmatic. Nonostante non sia al top, cerca di fare del suo meglio e i quasi 9 punti di media con 6 rimbalzi in 31' lo stanno a dimostrare.
«Sto facendo abbastanza bene - continua Phillips - ma non sono d'accordo sul fatto di aver subito io e basta: contro Sassari, Hubalek non era il mio avversario diretto, mentre con Imola, come ha detto Moretti commentando il post-partita, Ezugwu è stato bravo a crearsi condizioni di gioco favorevoli sfruttando gli errori di tutta la squadra, mentre nello specifico uno contro uno siamo andati alla pari. Dobbiamo migliorare il nostro gioco offensivo, avere idee più chiare e più intelligenti soprattutto a metà campo ma il salto di qualità avverrà quando tutti saremo in grado di trovare buoni tiri nei primi secondi dell'azione. Questo ci può aiutare ad alzare il nostro livello».

Il franco-canadese quindi è per la linea che lo staff tecnico si era preposto fin dal giorno del raduno: con il materiale a disposizione, questa Carmatic deve saper correre e creare tiri veloci. Una caratteristica che, però, fino a questo momento, esclusi un paio di minuti contro Casale, non si è vista più di tanto. Chissà che quando lo stesso Phillips si sarà ristabilito, si riesca a vedere tutto ciò.

Già, ma quando vedremo il numero 7 biancorosso al top?
«Non voglio guardare i tempi - conclude Bill - perché non si può mai sapere quello che può succedere. Il mio impegno è costante ogni giorno e vorrei fare sempre qualcosa in più, ma capisco che non devo forzare troppo, altrimenti esagero e poi il problema al tendine si aggrava invece di migliorare. Voglio aiutare questa squadra a togliersi delle soddisfazioni, anche se è un campionato difficile e completamente diverso dalla A1: non c'è una Siena che è nettamente superiore alle altre. Per ora abbiamo giocato tre partite tiratissime ed anche sugli altri campi c'è grosso equilibrio e chiunque se la può giocare con tutti».

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