Il Tirreno

Pistoia

Basket. Per il play ex Siena e Cantù è arrivato il momento di dimostrare in campo quanto vale

«Ho scelto il progetto di Pistoia»

Elisa Pacini
Il secondo play della Carmatic, Simone Berti
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Il secondo play della Carmatic, Simone Berti

Moretti: «Dopo le esperienze in A1 dovrà mettere in pratica ciò che ha appreso a contatto con i grandi»

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PISTOIA. Deciso, loquace, sicuro. A primo impatto Simone Berti, nuovo play Carmatic, è promosso. La metafora scolastica l'ha fatta proprio coach Moretti presentandolo come «un neolaureato che entra nel mondo del lavoro e mettere in pratica ciò che ha studiato in 2 anni di grande basket in A1».
Ma l'esame vero per lo studente Berti, fiorentino di Peretola, inizierà il 18 agosto quando la Carmatic si radunerà al PalaFermi per l'inizio della preparazione. Intanto il 24enne play cresciuto nel vivaio Montepaschi non ha avuto problemi a rispondere a ogni domanda dimostrandosi attento al progetto societario evidenziato dal presidente Maltinti «di una squadra futuribile».
«Volevo confrontarmi - dice Berti - con un campionato a cui non ho mai partecipato e mi piace il progetto di Pistoia di formare una squadra dove la grinta e l'attaccamento alla maglia siano la massima caratteristica per aumentare il feeling con la città. Ho firmato per due anni senza pensarci troppo visto il grande intesse dimostrato dalla società e so di giocarmi una chance importante».
Berti ci tiene a dire che la sua non vuole essere una comparsata. E sottolinea di confidare nel gruppo italiano della nuova Carmatic. «Toppo, Infanti, Canavesi e Casini, che possiamo considerare italiano - continua Berti - prima di tutto sono giocatori che mettono grinta e cuore in campo. Ora aspettiamo i due americani ma siamo fiduciosi. La LegaDue vede ad oggi 4 squadre di livello superiore ma noi dobbiamo avere la consapevolezza che quando giocheremo soprattutto in casa saranno guai per tutti. Anche per conquistarci l'affetto dei tifosi che ricordo qui a Pistoia molto carichi».
La memoria di Berti va alle gare giocate da avversario con le maglie di Cecina, Sant'Antimo e Brindisi nell'ex B d'Eccellenza e non sbaglia. Il pubblico pistoiese sa essere caldo ma anche molto critico e a lui va il compito di conquistarlo con quell'esperienza maturata dopo due anni a stretto contatto con i migliori giocatori del campionato italiano. «La possibilità di andare a Siena - spiega Berti - veniva da un'ascesa di tre anni in B1 dove prima sono stato in una squadra che puntava alla salvezza, poi in corsa per i playoff e infine in un roster che ha dominato il campionato. Poi è arrivata la possibilità di fare panchina a Siena, una chances invidiata da molti. Girare il mondo per le trasferte, vedere l'Eurolega e allenarsi con i campioni d'Italia ti fa crescere nonostante i minuti di gioco siano stati pochi. Poi a Cantù sono riuscito a fare il cambio del play. Tutte esperienze da cui ho imparato».
Berti avrà la maglia numero 4 e si alternerà con il play americano, sigillo ancora sconosciuto della rosa biancorossa. È pronto a mettersi al servizio della squadra ma non nasconde di volersi conquistare uno spazio importante e lo stesso Moretti non ha escluso un possibile utilizzo in condominio con l'altro regista vista la sua propensione a giocare anche come esterno. «Mi inserisco in LegaDue con umiltà e la voglia di far bene - ha concluso Berti -. Sia che questo voglia dire difendere sugli esterni, sia attaccare o dirigere il gioco. Che play sono? Uno che prende qualche rimbalzo in più e riparte in transizione».

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