Il Tirreno

Pistoia

Solidarietà

San Marcello, il gesto del negoziante: dona venti crisantemi nei giorni dei defunti

di Carlo Bardini

	I crisantemi all'entrata del cimitero comunale, a dx Lorenzo Branchesi
◗
I crisantemi all'entrata del cimitero comunale, a dx Lorenzo Branchesi

Sono stati lasciati all’entrata del cimitero comunale: «Per i nostri cari che non hanno ricevuto un fiore»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MARCELLO. Sono venti crisantemi che hanno il profumo della generosità e della solidarietà verso gli altri. Sono stati lasciati all'entrata del cimitero comunale di San Marcello, affinché, chi vuole, possa metterli sulle tombe dei defunti che non hanno più nessuno che vi deponga un fiore, soprattutto in questo periodo di commemorazione dei defunti. Ma sono anche a disposizione per coloro che, visto il momento storico non troppo facile sotto il punto di vista economico, avrebbe voluto portare un simbolo sulla tomba di un parente ma non ha potuto.

Un gesto nobile di una persona dal cuore grande, che ha avuto un pensiero per gli altri. Si tratta di Lorenzo Branchesi, che gestisce la serra Branca Garden che si trova in località Il Cerreto, sotto Gavinana. Ormai i giorni dedicati ai Santi e ai propri cari defunti sono alle spalle, ma nella sua serra erano disponibili venti crisantemi. E allora cosa fare? Così Branchesi ha fatto questa scelta. «Domani mattina (oggi, ndr) sono disponibili all'entrata del cimitero di San Marcello 20 crisantemi invenduti del Branca Garden. Se qualcuno non ha potuto comprarlo o sapete di tombe che non hanno nessuno, prendeteli pure e posizionateli. Spero di aver fatto cosa gradita».

Sembra una cosa normalissima, ma non lo è. Forse diventa sempre più difficile credere o sperare in gesti del genere. Fatto sta che Lorenzo Branchesi ha ricevuto anche molti commenti di ammirazione e complimenti. I crisantemi si trovano subito dopo varcato il cancello del cimitero del capoluogo montano e chissà, se nelle giornate tra ieri e oggi, qualcuno ha colto l'occasione che il commerciante ha offerto generosamente.

«È stata un'idea nata così. Non mi andava di farli sciupare – spiega Branchesi – e in una comunità piccola come la nostra, dove al cimitero conosci almeno la metà delle persone che sono sepolte lì, mi sembrava quasi un dovere. Potevo anche scegliere io stesso a chi metterli, o metterli a caso nelle tombe dove non c'erano fiori, ma ho preferito lasciarli lì per i frequentatori. Considerando anche il periodo economico che viviamo, ho pensato che qualcuno avrebbe voluto portare un fiore ma non ha potuto. Così ho lasciato che chi lo desidera va e fa il gesto che voleva fare».

Se qualcuno, davvero, ha preso uno di questi venti crisantemi donati per portarlo su una tomba, ricordi di occuparsene con cura, perché non si tratta di un fiore comune, ma è anche il dono di una persona che ha la capacità di guardare oltre, ed entrare nel cuore delle altre persone, magari quelle che si trovano in difficoltà. 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Morto a 16 anni, il rombo dei motori a Castellina per ricordare Bryan – Video

di Tiziana Gori
Il progetto Scuola 2030