Pistoia, allerta arancione e scuole chiuse: scoppia la polemica – La risposta del Comune
Le famiglie segnalano disagi nella gestione dei figli, mentre il Comune difende la decisione. Il sindaco Capecchi: «Consapevoli dell’impatto organizzativo, ma è una decisione presa per la sicurezza dei ragazzi
PISTOIA. Eccesso di prudenza o comportamento virtuoso? È questo l’interrogativo che da ieri sta serpeggiando in città di fronte alla decisione del Comune di Pistoia di sospendere l'attività didattica di tutte le scuole di ogni ordine e grado a fronte dell'allerta meteo arancione diramata dalla Regione Toscana.
Le perplessità sorte intorno all'operato dell'amministrazione traggono origine dal fatto che, dopotutto, l'allerta meteo a Pistoia e nelle sue vicinanze si è alla fine tradotta in qualche minuto di pioggia intensa e niente più. Niente a che vedere, per esempio, con l'evento meteo del 20 e 21 agosto scorsi che, soprattutto in alcune zone collinari di Pistoia e in Valdinievole, provocò danni anche gravi a molte abitazioni.
A fronte dei forti tuoni ma della poca acqua caduta al suolo, in molti hanno citato il vecchio adagio "tanto rumore per nulla", quasi indignandosi per il clima da "si salvi chi può" che un'allerta meteo, anche arancione, inevitabilmente produce.
La chiusura delle scuole, si sa, può provocare disagi a quelle famiglie che, prive di una rete familiare o amicale particolarmente fitta, si trovano così di punto in bianco ad affrontare l'incombenza di badare ai propri figli che, per quel giorno, hanno fatto volentieri a meno di zaino, matite e pennarelli. «Comprendo perfettamente le difficoltà e i disagi che una misura come la chiusura delle scuole comporta per i genitori, le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori, specialmente quando poi – per fortuna – nel nostro territorio non si verificano eventi estremi – ha detto il sindaco Giovanni Capecchi –. Siamo infatti consapevoli dell'impatto organizzativo che la sospensione delle lezioni ha sulla vita quotidiana delle persone. Tuttavia la decisione è stata presa per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi, ma non solo. Sospendere le lezioni serve a ridurre lo spostamento di migliaia di persone ed evitare che un'eventualità di evacuazione durante un nubifragio diventi un fatto pericoloso, garantendo al contempo anche una migliore circolazione dei mezzi di soccorso. Un'allerta non è una previsione precisa. Stabilisce uno scenario a rischio».
Sulla stessa lunghezza d'onda del primo cittadino l'assessora alle politiche educative Elena Sinimberghi che, sulla sicurezza, non intende transigere. «Da genitore, capisco le perplessità degli altri genitori. Tuttavia ci tengo a precisare un punto a mio parere fondamentale: il nostro piano comunale di protezione civile prevede espressamente la sospensione delle attività didattiche in caso di allerta meteo arancione per temporali forti. Non si tratta di una scelta discrezionale della giunta o del sindaco, ma dell'applicazione rigorosa di un protocollo di emergenza stabilito dal piano, proprio come avviene in altri comuni come Livorno e Carrara».
«Lo scoperchiamento del tetto della scuola di Viareggio a causa del forte vento – dice la responsabile delle politiche educative – dimostra quanto queste allerte vadano prese sul serio. Comprendiamo il disagio per le famiglie ma di fronte alle procedure del piano di protezione civile e al rischio per l'incolumità di ragazzi e bambini, non abbiamo difficoltà ad affermare che la sicurezza viene prima di tutto».
Sull’argomento è intervenuto il meteorologo Daniel Gialdini che, nel suo gruppo Facebook Meteo Prato Pistoia, molto seguito soprattutto dal mondo del vivaismo e da quello agricolo in generale, ha detto sin dal pomeriggio di mercoledì 7 ottobre (a distanza di poco dall'ingresso nello stato d'attenzione): «La mia critica non è rivolta propriamente verso l'allerta arancione, che al momento dell'emissione poteva essere anche ragionevole. Quello che non ho compreso è l'eccessivo allarmismo associato: ad esempio, la chiusura delle scuole o di alcune attività non era giustificata dalla possibilità di fenomeni così violenti e persistenti. Sarebbe buona norma che ogni Comune, a partire dalle allerte, consultasse un meteorologo di riferimento per capire se, nel proprio territorio, sia necessario o meno chiudere le attività principali».
Intanto, nel tardo pomeriggio di ieri, la Regione Toscana ha diramato un'allerta gialla per la giornata di oggi.
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