Pistoia, ascensore fermo all’Einaudi: il collaudo manca da un anno
In difficoltà soprattutto i tanti studenti con problemi motori. Ci sono anche sei aule che vengono utilizzate come laboratorio linguistico senza l’autorizzazione
PISTOIA. La scuola registra il boom di iscrizioni ma l’ascensore non ha ancora ricevuto il “via libera” dalla ditta che deve effettuare il collaudo per difficoltà amministrative insorte con la Provincia, che fra i suoi compiti ha quello di sovraintendere all’edilizia scolastica. Questo è quanto sta accadendo all’istituto Einaudi di via Pacinotti che, pur essendo passato da 1290 a 1350 iscritti, ha ancora l’ascensore non funzionante.
A denunciare questa situazione è Samuela Breschi, madre di un’alunna iscritta alla scuola e presidente del consiglio di istituto. Con l’introduzione di nuovi percorsi scolastici, l’Einaudi è diventata la scuola pistoiese che offre ai suoi studenti la più vasta gamma di specializzazioni. «Sì, perché accanto a quelli tradizionali inerenti la contabilità e l’amministrazione - afferma Breschi - ne sono stati introdotti altri, che vanno dall’indirizzo ottico a quello odontoiatrico per passare da quello che offre una formazione a 360 gradi nel mondo del web a quello che invece la offre nel sociale. A questi si sommano l’indirizzo tecnologico e quello sportivo, sempre più gettonati».
Ora l’ampliarsi del ventaglio formativo sta portando la scuola ad avere un numero crescente di ragazzi che è stato possibile ospitare solo grazie agli importanti lavori di ristrutturazione che hanno consentito di recuperare e migliorare molti spazi al suo interno. «Anche l’ascensore è stato sostituito con uno più moderno e funzionale – prosegue Breschi – e i lavori risultano ultimati ormai da oltre un anno ma, malgrado ciò, quello nuovo non è ancora entrato in funzione per mancanza della certificazione di collaudo. Ora io non voglio addentrarmi nei meandri burocratici che stanno provocando questo ritardo ma resta il fatto che questo è un problema davvero grande soprattutto per i tanti alunni con difficoltà motorie che senza l’ascensore hanno grandi difficoltà ad accedere ai piani superiori». Questa tuttavia non è la sola problematica che affligge l’Eimaudi.
«A questa criticità – rilancia la presidente del consiglio di istituto – si aggiunge quella relativa alle sei aule del primo piano sul lato di viale Pacinotti. I locali sono di fatto utilizzati per le attività didattiche e laboratoriali ma l’autorizzazione per la loro destinazione d’uso viene rinnovata anno per anno. Questo va a incidere pesantemente sulla programmazione didattica dell’istituto perché, fino a ridosso dell’inizio delle lezioni, non sappiamo mai se questo “via libera” verrà concesso o meno dai tecnici della Provincia. Problema simile è poi quello che riguarda anche l’ampio locale dell’ex archivio della scuola che, nel frattempo, è stato trasformato in laboratorio linguistico ma il cui funzionamento è sempre in deroga visto che ancora non è stato certificato il diverso utilizzo che di fatto avviene».
A completare il quadro di sofferenza dell’istituto, la disponibilità ridotta a una fascia oraria limitata ad alcune ore del mattino della cosiddetta “palestrina”, un locale di medie dimensioni che la Provincia dà in comodato ad alcune associazioni. «A fronte dell’aumentato numero di studenti – conclude la Breschi – questo locale ha assunto un’utilità davvero strategica per essere utilizzato come laboratorio. Per questo chiediamo che alle associazioni venga destinato un altro spazio».
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