La guida
Peste suina nel Pistoiese, abbattuti un centinaio di maiali di un allevamento. Aumentano i comuni sorvegliati
Focolaio di Psa nella zona di San Marcello, abbattuti tutti i maiali di un’azienda agricola. La zona di restrizione di secondo livello si amplia a Pistoia, Pescia, Marliana e Sambuca
PISTOIA. Il suo arrivo nella nostra provincia era già programmato da tempo, ma adesso il ritorno a Pistoia (in programma il 22 luglio) del commissario straordinario alla peste suina africana Giovanni Filippini assume un nuovo rilievo, alla luce dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria nel nostro territorio.
Il primo caso a San Marcello
Emergenza, va precisato subito, che non interessa la salute delle persone, visto che la malattia non si trasmette all’uomo, ma la sua diffusione tra i suini rischia di mettere in ginocchio un intero settore economico, quello degli allevamenti, come dimostra il primo caso registrato in provincia (a San Marcello) di contagio trasmesso dai cinghiali ai maiali, con due animali uccisi dalla malattia e gli altri dello stesso allevamento (quasi un centinaio) abbattuti sabato scorso per evitare il propagarsi della malattia. Questo a pochi giorni di distanza dal rinvenimento, nella stessa zona, di quattro cinghiali morti: tre sicuramente uccisi dalla Psa, mentre per il quarto si attende la risposta delle controanalisi, anche se sembrano esserci pochi dubbi sulle cause. Insomma, nel nostro territorio montano esiste un focolaio della Psa, con il quale sono evidentemente entrati in contatto i suini, allevati allo stato brado, dell’azienda agricola falcidiata.
I Comuni sorvegliati
Adesso si annunciano nuove contromisure, e ancor prima del vertice con il commissario straordinario Filippini è previsto un incontro con tutti i sindaci della provincia per fare il punto della situazione e valutare le contromisure. Tra queste l’ampliamento della zona di restrizione di secondo livello, con l’inserimento di altri Comuni in questa fascia, che prevede maggiori restrizioni rispetto a quelle dei Comuni in “zona di restrizione uno” (praticamente tutti nella nostra provincia). Al momento in “zona restrizione due” ci sono due Comuni (Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio), ma a questi si aggiungeranno anche i Comuni di Pistoia, Pescia, Marliana e Sambuca Pistoiese. L’inserimento prevede una serie di prescrizioni, per esempio per quanto riguarda l’attività venatoria. Ma anche per i comuni in zona restrizione uno. E anche per vedere cosa comporta questa zonizzazione, come spiega il consigliere provinciale con delega alla polizia Nicola Tesi la prossima settimana, si svolgerà in prefettura una riunione con tutti i sindaci: «Saranno illustrate tutte le pratiche che dovranno essere fatte e, tra queste, ogni comune deve trovare un “punto di sosta” dove far sostare gli animali cacciati in attesa della verica sulla presenza della Psa». In sostanza ogni cinghiale abbattuto, prima di poter esser consumato, dovrà essere sottoposto alle analisi per vedere se ha o no la Psa, e ogni singolo Comune dovrà creare un proprio centro di sosta e analisi.
Intanto la Provincia, spiega sempre Tesi, ha già predisposto due centri per accogliere le carcasse degli animali che risulteranno positivi, ossia i due depositi della Provincia a San Marcello e, al momento non ancora utilizzato per questo scopo, a Massa e Cozzile (nella zona di Villa Ankuri).
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