La guida
In Toscana l’azienda che salva gli alberi e fa rivivere le colline – «Ora rischia per colpa di Trump»
Azienda fondata cinque anni fa dall’imprenditore pistoiese Tommaso Dami e da sua moglie Ana Karen Soto
PISTOIA. Un’azienda pistoiese specializzata nel recupero degli oliveti abbandonati è salita alla ribalta dei lavori della commissione risorse naturali del comitato europeo delle regioni, organismo comunitario con sede a Bruxelles creato per dar voce alle autonomie locali dei vari paesi dell’Unione. A citarla come esempio virtuoso di economia legata alla tutela della biodiversità è stato il consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia Lorenzo Galligani che siede in quest’organismo in rappresentanza dell’Italia. Galligani ha sostenuto che i dazi statunitensi andranno a impattare pesantemente soprattutto sui piccoli produttori locali che hanno nella qualità il loro tratto distintivo e, per dar linfa al suo ragionamento, ha citato l’esempio di Ager Oliva, azienda agricola pistoiese che dal 2021 si batte per recuperare il patrimonio di uliveti collinari abbandonati.
L’azienda
Fondata cinque anni fa dall’imprenditore pistoiese Tommaso Dami e da sua moglie Ana Karen Soto, l’azienda ha recuperato e rimesso in produzione oltre 5mila olivi in tutta la Toscana del nord e oltre 500 in provincia di Brescia nelle colline che si affacciano sul lago di Garda. L’intuizione di Dami si è rivelata ben presto vincente e oggi la sua creatura occupa tutto l’anno due dipendenti in pianta stabile e si avvale di una trentina di collaboratori esterni. Lui e sua moglie tengono poi i rapporti con i frantoi e con i clienti, molti dei quali proprio di oltre oceano. Ager Oliva inoltre, per coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di porre un freno all’abbandono degli oliveti collinari, offre anche la possibilità a chi crede in questo progetto di adottare una singola pianta che verrà mappata e segnalata a chi vorrà accollarsene la gestione.
A rischio la sicurezza alimentare dell’Europa
Nell’affrontare lo spinoso tema dei dazi statunitensi, Galligani ha sollevato il velo sull’impatto negativo che tali provvedimenti provocano soprattutto sulle produzioni di qualità, quelle che esulano dalle grandi massificazioni industriali: «I dazi danneggiano non soltanto la nostra economia e i produttori locali, ma mettono a repentaglio la sicurezza alimentare dell’Europa. Tutelare i piccoli produttori rappresenta per l’Unione europea una questione strategica». A dare linfa a quanto affermato da Galligani, i risultati di uno studio sull’impatto dei dazi imposti recentemente dagli Stati Uniti al settore agroalimentare i cui dati mettono in evidenza come gli effetti della politica protezionista siano assolutamente deleteri nei confronti soprattutto dei produttori che hanno nella qualità il loro tratto distintivo. «Come conservatori - ha rilanciato Galligani - da sempre sosteniamo un interscambio equo fra nazioni e quindi tra l’Europa e i suoi partner e soprattutto un maggior allineamento fra le politiche di ogni livello: europeo, regionali, locali».
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