Case sul baratro della maxi frana: nessuno fa niente per fermarla
San Marcello: famiglie abbandonate a loro stesse. I residenti hanno pagato di tasca propria un intervento di somma urgenza. Mai arrivato alcun rimborso
SAN MARCELLO. Il dissesto idrogeologico che da oltre due anni interessa la località Cannelli a poche centinaia di metri dal centro di San Marcello e che sta mettendo gravemente a rischio la stabilità di alcune abitazioni (e quindi l’incolumità delle famiglie residenti) e quella della strada regionale Modenese (l’ex statale 66) poco a monte, avanza in modo inversamente proporzionale al grado di interesse che suscita tra gli enti che se ne dovrebbero occupare con progetti e interventi urgenti. A partire dal Comune di San Marcello Piteglio (numerosi i sopralluoghi effettuati su sollecitazione degli stessi abitanti senza però sfociare in una decisione), passando per il Consorzio di Bonifica, il Genio Civile e finendo con la Regione Toscana. Per il momento, tutti hanno dimostrato di essere campioni nello “scaricabarile”, ignorando il fatto che da parte dei residenti siano già state sborsate decine e decine di migliaia di euro per arginare i danni della maxi frana, che si è già divorata un’intera strada secondaria, quella che dalla Modenese porta ad alcune case.
Tra gli ultimi sopralluoghi c’è stato anche quello del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, il quale, rimasto colpito dall’entità del dissesto, dai possibili rischi connessi e dal lassismo degli enti competenti, ha subito presentato un’interrogazione alla giunta regionale perché si attivi per mettere in sicurezza l’area. «Per 16 mesi – scrive Capecchi – è stato negato il carattere naturale e calamitoso del dissesto, ma dopo il riconoscimento da parte degli enti pubblici della necessità di interventi di messa in sicurezza, la Regione deve attivarsi in modo tempestivo. La frana è tuttora in evoluzione e, oltre alle abitazioni, potrebbe interessare anche la soprastante strada 66 Modenese, gestita da Anas. Nonostante il sopralluogo da parte della geologa regionale nel maggio 2025, non risulta ancora avviato un intervento di stabilizzazione del versante superiore, considerato invece essenziale per la sicurezza dell’area. Il Comune di San Marcello Piteglio pare aver optato solo per un intervento a ridosso del fosso sottostante, ma dal sopralluogo della geologa sono emersi evidenti rischi per la pubblica incolumità. Sono stati, ad esempio, raccomandati un monitoraggio della frana, delle limitazioni alla viabilità e interventi strutturali di stabilizzazione del versante, quali una scogliera sul corso d’acqua, una riprofilatura del pendio e una palificata a monte».
«Il 27 febbraio 2024 – ricorda Capecchi – la frana si presentava con una frattura nella sede stradale e il cedimento progressivo della via, che ha reso impossibile l’accesso ad alcune abitazioni. Ma nel tempo si sono registrati sprofondamenti progressivi della strada, fino a 4,5 metri. I residenti hanno dovuto farsi carico, pagandole di tasca propria, di indagini geologiche e geotecniche, verifiche di stabilità del versante, opere provvisorie per il ripristino dell’accesso alle abitazioni, come una palificata che, stante l’ampiezza della frana, sta ora cedendo. Nel corso del 2025 il movimento franoso ha infatti proseguito la sua corsa: la corona di frana ha toccato i 90 metri e nuove fratture sono emerse nella viabilità e nei terreni limitrofi, con il rischio di coinvolgimento delle abitazioni e delle tubazioni del gas».
