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Pistoia

La tragedia

Pistoia, trovato morto in casa a 32 anni: «Federico, infermiere per vocazione. Era un esempio per tutti» – Il ricordo dei colleghi

di Tiziana Gori

	Federico Bonacchi è il secondo da sinistra in seconda fila
Federico Bonacchi è il secondo da sinistra in seconda fila

Grassini (Croce rossa): «Divenne volontario a 18 anni, in uno dei primi interventi salvò un uomo colpito da infarto». Sarà eseguita l’autopsia

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PISTOIA. «Ha iniziato a fare volontariato a 18 anni, nella Croce rossa. Mi ricordo che in uno dei primi interventi fu uno dei volontari che riuscirono a salvare un uomo a cui era venuto un infarto sulla pista da ballo. Federico amava aiutare gli altri, e la scelta di studiare Infermieristica ne è stata una logica conseguenza».

Marco Grassini, già presidente del Comitato locale Croce rossa Piana pistoiese, fatica a trattenere la commozione. Federico Bonacchi non era solo un ex collega volontario, era un parente “alla lontana”, e sia lui che la moglie, l’ex assessora Lia Colzi in queste ore cercano di non far mancare il proprio conforto alla famiglia.

È stata la madre Sandra, insegnante alla scuola primaria Nannini di Vignole, a scoprire il figlio, giovedì. Federico, 32 anni da compiere il prossimo 9 maggio, era smontato dal turno al 118 di Agliana la sera prima ed era tornato nell’abitazione di famiglia, in centro a Quarrata, dove viveva da un po’ di tempo da solo. I genitori, Sandra e Luca Bonacchi, imprenditore tessile, risiedono a Ferruccia.

Non riuscendo a contattarlo per telefono, la madre si è recata a Quarrata, e una volta entrata in casa ha scoperto il figlio, ormai senza vita. Sul corpo del 32enne, che nel frattempo è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale Santo Stefano, sarà eseguita l’autopsia. Da definire quando.

Quello che resta nel cuore di tutti gli amici volontari che con lui si sono trovati sulle emergenze, dei colleghi del 118 e della comunità di Quarrata, è il senso di smarrimento per una vita cessata troppo presto. E mentre sui social fioccano le illazioni no vax, un collega stigmatizza i commenti, ricordando che la vocazione di Federico per il mestiere di infermiere «merita rispetto».

«Federico – racconta Grassini – negli anni ha prestato servizio in varie associazioni, poi si è laureato in Scienze infermieristiche ed è entrato al 118. L’ho visto laurearsi, è stata una grande emozione. Preferiva stare sul territorio, quando si è presentata l’opportunità l’ha colta con gioia. Era un ragazzo in gamba, da un punto di vista umano e professionale. Uno coscienzioso sul lavoro, che si formava di continuo».

Da uno dei centri di formazione giunge uno dei messaggi di cordoglio più toccanti: «È da stamani – spiega il dottor Marco Ottomano, responsabile dei corsi nel centro di formazione per l’emergenza Adiforms 2.0 (Fadi Emergency Group) – che gli ex corsisti messaggiano sulla chat. Ricordiamo Federico come un corsista appassionato, ha conseguito in pochi anni tutte le certificazioni Advanced Irc, ed è stato un esempio per i colleghi infermieri».

Cordoglio e vicinanza alla famiglia anche dal sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, e dalla direzione dell’Asl Toscana centro: «Federico Bonacchi – scrive l’Asl – aveva iniziato la sua carriera e nell’Asl Toscana centro nel 2020, durante la fase più difficile dell’emergenza Covid e prestato servizio come infermiere negli ospedali di Ponte a Niccheri e Camerata, per poi dedicarsi con passione al settore dell’emergenza, lavorando alla Centrale operativa 118 di Firenze e successivamente a quella di Pistoia-Empoli, inseguendo con determinazione quella che considerava una vera vocazione».




 

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