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Multe in piazza San Francesco a Pistoia: pronti alla causa collettiva. I motivi e cosa succede adesso

La protesta di alcuni degli automobilisti multati in piazza San Francesco
La protesta di alcuni degli automobilisti multati in piazza San Francesco

Federconsumatori scende in campo al fianco degli automobilisti con un legale

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PISTOIA. Nella battaglia contro le multe in piazza San Francesco entra in scena la Federconsumatori, che, di concerto con l’avvocata Veronica Bartoletti, darà probabilmente il via a un’azione legale collettiva nei confronti del Comune di Pistoia. Le apparecchiature del varco elettronico aldi via del Mulinaccio hanno infatti fatto scattare migliaia di contravvenzioni perché i veicoli in transito, pur rispettando l’orario di accesso alla piazza (consentito solo dalle 19 alle 9 per chi non ha il permesso perla Ztl), una volta oltrepassato il limite avevano invaso la corsia preferenziale degli autobus sulla destra della carreggiata.

Il comitato

Gli automobilisti multati, che probabilmente si riuniranno in un comitato, durante una loro manifestazione avevano fatto notare che una volta oltrepassato il varco era impossibile evitare di passare dalla corsia preferenziale in quanto, in quelle settimane in cui erano state elevate le contravvenzioni, il lato sinistro era invaso dal cantiere per la realizzazione della pista ciclabile, che rendeva di fatto inservibile la normale corsia di transito. A questo ingombro in molti casi si sommava oltretutto, nelle ore notturne, quello delle auto lasciate in sosta lì dai frequentatori della movida. Tanti inoltre gli automobilisti che si sono visti recapitare più multe pur non essendo loro, nell’orario indicato, materialmente alla guida del veicolo a loro intestato, visto che lo avevano prestato a figli o a nipoti che, in estate, hanno percorso quel tratto di strada magari anche più volte nella stessa sera.

La Federconsumatori

«Io di multe ne ho viste arrivare a casa 10 – conferma Lina Todaro, di Casalguidi – prese tutte da mio figlio durante l’estate. Alla Federconsumatori ci hanno consigliato di procedere immediatamente con la procedura di autotutela, che in pratica chiede alla polizia municipale, narrando e documentando i fatti, di revocare il provvedimento. Qualora questa strada non dovesse portare a soddisfazione, la seconda tappa è quella di un ricorso al giudice di pace, che tuttavia presenta la criticità che può includere solo le sanzioni emesse entro 30 giorni dalla notifica. Nel caso che le sanzioni riportino una data dai 30 ai 60 giorni precedenti, allora l’unica strada percorribile è quella del ricorso al prefetto. Quest’opzione presenta tuttavia il non trascurabile inconveniente che qualora l’istanza dovesse essere rigettata l’importo si eleverebbe automaticamente al doppio di quanto richiesto in prima battuta». 

Ora il tam tam telefonico o sui social farà sì che quanto emerso dall’incontro alla Federconsumatori arrivi alle orecchie di tutti i cittadini interessati. «Adesso spetta a ciascuno di noi valutare di quale opzione avvalersi – conclude Lina Todaro – e questo vale anche per coloro che, per qualsiasi motivo, hanno deciso di pagare subito la multa. Anche loro possono infatti chiedere il rimborso qualora le sanzioni dovessero essere annullate. In ogni caso, la possibilità di un’azione collettiva dovrà essere presa seriamente in considerazione, soprattutto se le istanze in autotutela non dovessero sortire alcun effetto».

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