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Pistoia

Il caso

Pistoia, picchiata per ore dal marito: donna salvata da un vicino

di Massimo Donati
Nella foto un intervento dei carabinieri (foto di repertorio)
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Nella foto un intervento dei carabinieri (foto di repertorio)

L’uomo ha sentito le urla dall’appartamento di fronte al suo ed è intervenuto

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PISTOIA. Sentendo quelle urla provenienti, ancora una volta, dall’appartamento di fronte al suo, il vicino di casa, allarmato, è uscito sul pianerottolo e ha suonato il campanello. E quando la porta si è aperta, la donna, con addosso i segni delle percosse, spuntando alle spalle del marito lo ha supplicato in lacrime: «Aiutami, mi picchia». Al che l’uomo l’ha afferrata per un polso ed è riuscito a trascinarla fuori, portandola al sicuro in casa propria, per poi telefonare immediatamente al 112.

Cosa è successo

Erano all’incirca le nove di sera di giovedì scorso (31 ottobre) quando sul posto, alla periferia di Pistoia, sono accorsi i carabinieri. Eseguiti i primi accertamenti, per il marito violento è scattato così il provvedimento dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, per tutelare l’incolumità della donna. Provvedimento poi convalidato dal gip del tribunale, che, a sua volta, ha applicato al 62enne la misura cautelare dell’allontanamento d’urgenza e quelle del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri alla donna (e anche alla loro figlioletta) e al suo luogo di lavoro e del divieto di comunicare con lei in qualunque modo. Disponendo inoltre l’applicazione del braccialetto elettronico non appena vi sarà la disponibilità. Divieti che, se violati, lo porterebbero dritto in carcere.

Il vicino

Come accennato, l’episodio – solo l’ultimo negli ultimi mesi – è avvenuto la sera del 31 ottobre. Quando, avvertiti dal vicino di casa, i carabinieri sono arrivati sul posto, la vittima delle percosse si trovava all’interno di un’ambulanza davanti all’abitazione, sottoposta alle prime cure da parte dei sanitari inviati dalla centrale del 118. Sia sul momento che poco dopo al pronto soccorso, la donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata presa a calci e schiaffi dal marito per quasi tutto il pomeriggio, fino a sera. A scatenare la violenza, la morbosa gelosia dell’uomo, iniziata qualche mese prima, quando lei aveva trovato lavoro in un ristorante della zona. Inizialmente, la donna era stata vittima solo di aggressioni verbali e di pesanti offese, alle quali però si erano poi sommate le percosse. In particolare, ha raccontato, nei tre giorni precedenti, anche davanti alla loro figlioletta. Racconto confermato anche dai medici dell’ospedale (dove è stato subito attivato il “codice rosa”) che, visitandola, quella sera le hanno trovato addosso sia i segni delle botte ricevute fino a poco prima che i lividi risalenti ai giorni precedenti.

La donna, pur manifestando la propria paura di tornare a casa, non ha voluto sporgere querela contro il marito. Tuttavia all’uomo è stato contestato il reato procedibile d’ufficio di lesioni aggravate, connesse a quello di maltrattamenti in famiglia. Accuse con le quali il pm di turno in procura, riscontrando un grave e attuale rischio per la vita e la salute fisica o psichica della vittima, ha disposto l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

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