Il Tirreno

Pistoia

Pensionato vince contro l’Inps La causa sulle tasse dell’indennità

di Lorenzo Carducci
Pensionato vince contro l’Inps La causa sulle tasse dell’indennità

Protagonista un ingegnere di 75 anni che nel 2019 si era trasferito in Bulgaria L’istituto dovrà restituirgli oltre 14mila euro di trattenute fiscali non dovute

11 giugno 2024
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PISTOIA. Potrebbe addirittura creare un precedente importante la sentenza del tribunale di Pistoia, che negli scorsi giorni ha accolto il ricorso in materia previdenziale di un pensionato di 75 anni precedentemente domiciliato in provincia, condannando l’Inps alla restituzione di oltre 14 mila euro più interessi.

Un caso particolare che s’inscrive nel solco di una questione salita alle luci della ribalta nazionale, ovvero il cambio interpretativo della convenzione tra Italia e Bulgaria sull’esclusione dalla doppia imposizione delle pensioni, a danno dei pensionati italiani residenti nel paese dell’Est europeo. Nello specifico, l’ingegnere difeso dall’avvocato Alessandro Torelli del foro di Pistoia, nel 2018 aveva lasciato la provincia per trasferirsi definitivamente in Bulgaria, dopo un’intera carriera all’estero.

Grazie all’iscrizione all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) , la sua pensione aveva cominciato a beneficiare della tassazione bulgara. Fino a quando, rispondendo a un interpello di un altro cittadino iscritto alla gestione pubblica, l’Agenzia delle entrate ha indicato un nuovo orientamento interpretativo della convenzione (firmata dai due Stati nel 1988 e ratificata dall’Italia nel 1990) affermando che per godere della tassazione bulgara non bastasse più la residenza, ma fosse necessaria la cittadinanza.

E così a giugno 2023 l’Inps di Pistoia (come altre sedi) ha applicato la posizione dell’Agenzia delle entrate come se fosse legge e con efficacia retroattiva, col risultato di ricalcolare la tassazione Irpef del pensionato italiano – e come lui anche di tanti altri – a partire da gennaio dello stesso anno. Dimezzandone in pratica l’entrata mensile, con tutte le difficoltà che ne sono derivate per lui e per la sua famiglia. Tramite il proprio avvocato, l’uomo ha fatto ricorso al tribunale di Pistoia chiedendo la sospensione cautelare del provvedimento, che però è stata rigettata. E a dire la verità anche nel merito, le sentenze più recenti che arrivavano dal resto dell’Italia non promettevano benissimo, con l’Inps ultimamente vincitore della maggior parte delle cause. Ma la giudice Giulia Pecchioli invece ha dato ragione al pensionato, aderendo alla difesa del suo legale e all’interpretazione già data dai tribunali di Viterbo, Verona, Bologna e Alessandria e che adesso potrebbe cessare di essere giurisprudenza “minoritaria”. La sentenza, come peraltro il ricorso, muove dalla considerazione giuridica in base alla quale la risposta a un interpello da parte dell’Agenzia delle entrate non possa essere considerata legge – la fonte primaria di diritto, anche in materia tributaria – né dunque possa essere automaticamente applicata da parte dell’Inps, oltretutto in contrasto con una convenzione internazionale. «Gli interpelli sono strumenti di indirizzo che l’amministrazione finanziaria adotta a livello individuale in casi specifici e concreti, nei quali un contribuente rappresenti al fisco una incertezza inerente a una specifica operazione concreta. La risposta dell’amministrazione finanziaria non può avere nessun effetto erga omnes» si legge nella motivazione della sentenza. «Il ricorso deve essere accolto, accertando il diritto del ricorrente alla detassazione in Italia della pensione con applicazione della sola tassazione nello Stato di residenza (Bulgaria) e condannando dunque l’Inps a restituire al ricorrente la somma indebitamente trattenuta (a titolo di conguaglio retroattivo da ricostituzione da gennaio a maggio 2023) pari a complessivi 14. 339,15 euro».

Il tribunale ha poi rigettato la domanda di risarcimento del danno e compensato le spese, ma il pensionato ha ottenuto il risultato più significativo. In ogni caso l’Inps farà probabilmente appello. Intanto, da tempo l’Associazione pensionati italiani in Bulgaria (Pib) ha chiesto alle autorità italiane e bulgare di intervenire con urgenza.


 

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