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La società che integra

Pistoia, dal centro diurno alla coop sociale: il progetto di Asl e Arci Parco Verde

La struttura del Parco agli Olmi
La struttura del Parco agli Olmi

Cinquanta i pazienti psichiatrici che lavorano periodicamente al circolo

10 giugno 2024
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QUARRATA. I piaceri della vita si gustano stando insieme. Questa è la filosofia che, da oltre 10 anni, fa progredire di giorno in giorno un progetto di inclusione sociale di Asl Toscana centro, zona di Pistoia, rivolto a chi è affetto da problemi mentali e che, ad oggi, coinvolge oltre 50 persone. Questo progetto, chiamato appunto "I piaceri della vita", attualmente trova la sua massima espressione al Parco Verde di Olmi, appoggiandosi alle strutture del locale circolo Arci. Sin dall'inizio, il progetto si articola in tre direzioni. La prima è la cucina, a cui si affiancano altre attività collaterali come la realizzazione di video che affrontano varie tematiche della vita e l'abilità a intrattenere i bambini durante feste e ricorrenze. In questo momento la cucina recita tuttavia un ruolo di assoluta preminenza in questo progetto che alla fin fine, altro non è che una delle tante possibili declinazioni positive possibili della legge Basaglia che, nel lontano 1970, mise fine all'abominio dei manicomi-lager. Il progetto ha visto sin dagli albori, il coinvolgimento dell'educatrice professionale Alessandra Magi e dei tecnici di riabilitazione psichiatrica Chiara Guidi e Viviana Ventura.

Dal suo posto in prima fila alle cucine del Parco Verde, Alessandra Magi spiega la genesi e il progresso in continuo divenire di questa iniziativa: «L'idea di coinvolgere in attività di gruppo le persone che, quotidianamente, combattono contro le patologie mentali nacque in noi operatori dalla constatazione che solo proponendo delle attività di team le persone a noi affidate potevano trarre giovamento. Fino a 10 anni fa, il nostro punto di riferimento era il centro diurno di Barba, una piccola struttura che, alla lunga, si stava rivelando del tutto insufficiente per portare avanti qualsiasi tipo di iniziativa che coinvolgesse in maniera attiva i nostri pazienti. Ci guardammo quindi intorno e la nostra attenzione si focalizzò sul Parco Verde. Qua, grazie alla fattivo coinvolgimento dei soci del circolo Arci e alla presenza di strutture all'avanguardia come le cucine, è stato possibile sin da subito, allestire una delle tre parti del progetto, che mirava appunto alla socialità da costruirsi in ogni momento della giornata. Ingegnarsi per preparare il proprio pranzo insieme costituisce già una prima tappa in questo percorso».

Da qui, con il tempo, ha preso forma l'idea di dare una consistenza concreta alle abilità che nel frattempo stavano crescendo. Se infatti in un primo momento, i pazienti si occupavano solo di preparare il pranzo per sé stessi e per il loro gruppo, con il trascorrere dei mesi è come sbocciata l'intuizione di poter mettere a frutto, economicamente, queste competenze che stavano maturando, come fa notare ancora l'educatrice professionale Alessandra Magi: «Ben presto ci siamo resi conto che il nostro progetto aggregativo aveva il suo baricentro nella cucina. Già nella prima convenzione che abbiamo firmato con il circolo, abbiamo chiesto l'apertura di una cooperativa di tipo "B". Queste cooperative hanno la caratteristica di veder riservati il 30% dei posti di lavoro alle persone svantaggiate. Il circolo aveva già una cooperativa "silente" e quindi abbiamo potuto riattivarla. Oggi questa cooperativa, che si chiama "Solaris" ha uno dei nostri pazienti che, dopo aver conseguito l'attestato Hccp, è stato assunto part time dal circolo. Dopo un apposito corso dove ha appreso i segreti della panificazione, il nostro paziente si occupa oggi con successo di realizzare pizze, schiacciate e panini. La sua produzione serve a soddisfare sia le richieste del circolo che le moltissime domande per feste, compleanni e catering di ogni tipo». Oggi quindi il progetto procede a vele spiegate, anche grazie al passa parola che, negli anni, ha fatto crescere in maniera esponenziale il numero di coloro che vogliono assaporare le bontà prodotte al Parco Verde. «In questo periodo – conclude Magi – la nostra attività deve condividere gli spazi del Parco Verde con le numerose sagre e iniziative che caratterizzano i mesi primaverili ed estivi. Malgrado ciò, continuiamo a impegnare i nostri pazienti in cucina per le loro esigenze di ogni giorno e a proporre la nostra produzione che va sempre per la maggiore».
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