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Pistoiese, la procura chiede la liquidazione giudiziale
Sono quattro (compreso De Simone) le persone indagate dalla Finanza per false fatturazioni e bancarotta fraudolenta
PISTOIA. La Procura della Repubblica di Pistoia ha avanzato richiesta di apertura della liquidazione giudiziale per l’Us Pistoiese 1921. La nota, arrivata nel pomeriggio alla stampa, fornisce nuovi elementi in merito all’indagine che ha portato all’arresto dell’ex garante del trust arancione Maurizio De Simone, e dell’ex presidente Stefan Lehmann. Ai domiciliari è finito Omar Vecchione, proprietario della Omav, società che nel 2022 era legata alla Pistoiese con un contratto di fornitura di servizi.
Tutto è partito da un’operazione della guardia di finanza di Venezia su una maxi frode da 600 milioni di euro ai danni della Ue su fondi Pnrr che ha coinvolto 24 persone. De Simone, insieme ad altre tre persone, è inoltre indagato dalla finanza di Pistoia per l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni.
Così il comunicato delle fiamme gialle: «Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Pistoia, hanno consentito di ipotizzare condotte illecite volte a aggravare il dissesto della società calcistica, mediante l'omissione sistematica del pagamento dei debiti tributari e previdenziali e di quelli verso i fornitori e non assumendo iniziative per garantire la continuità aziendale e la copertura delle perdite. Inoltre, veniva ipotizzata l'emissione di fatture per operazioni inesistenti con riferimento ai rapporti tra una società terza e la Pistoiese, in relazione a prestazioni di servizi presumibilmente non effettuate. La procura della Repubblica di Pistoia ha inoltre avanzato richiesta di apertura della liquidazione giudiziale per la Us Pistoiese 1921».
La nota chiude così: «Il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e per effetto del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna».
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