Gioco
Pistoiese, ora che succede? Ritiro, fallimento o nuovi imprenditori: gli scenari dopo l’arresto del patron De Simone
Blitz della Finanza nella sede della società: per l’accusa Maurizio De Simone è coinvolto in una truffa ai danni dell’Europa
PISTOIA. Blitz all’alba di giovedì 4 aprile della Guardia di finanza nella sede della Us Pistoiese, in via dello Stadio: le fiamme gialle hanno arrestato Maurizio De Simone, garante dimissionario del trust arancione (di fatto il patron della società della Pistoiese). De Simone, secondo l’accusa, è coinvolto in una maxi frode ai danni dell’Unione Europea sul Pnrr. Un’inchiesta che ha portato al sequestro di beni per oltre 600 milioni di euro e a 24 misure cautelari in tutta Italia. Parallelamente, ed è questo quello che tocca direttamente la società arancione, c’è un altro filone d’inchiesta: la Procura di Pistoia contesta a De Simone reati fallimentari e false fatture.
Lo storico club che nel 2021 ha festeggiato 100 anni, da mesi sta vivendo una fase societaria e sportiva molto difficile: ora si profila il fallimento.
Ritiro e altri scenari
Adesso, in attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda, resta da capire cosa accadrà sul fronte sportivo. E, almeno qui, aspettando un eventuale coinvolgimento degli organi federali sportivi, con sviluppi che al momento sono difficili da prevedere, resta anche da capire cosa accadrà nell’immediato. Alla fine del campionato, che definire travagliato è un eufemismo, mancano cinque giornate. C’è il rischio che la squadra, rimasta senza timone (l’unica figura di riferimento è l’amministratrice - dimissionaria da metà febbraio - Matilde Jace), e pure senza allenatore, dopo il licenziamento pochi giorni fa di Gabriele Parigi (il quarto a essersi alternato sulla panchina arancione durante la stagione), non scenda in campo in nessuna di queste sfide. A partire da quella in programma domenica prossima a Lodi, contro il Fanfulla. Chi si occuperà di tutti gli aspetti organizzativi? E, soprattutto, chi tirerà fuori i soldi necessari (soprattutto in caso di trasferta)? L’ultima indiscrezione, tuttavia, porterebbe ad un gruppo di imprenditori interessati a finanziare la società per finire il campionato, anche se resta da capire se i meccanismi giuridici, di fatto, lo permetteranno. Guardando all’immediato l’obiettivo minimo (che appare difficilissimo da raggiungere) è quello di provare a finire il campionato. Ma come? E, soprattutto, con chi?
Rischio fallimento
Fin qui le (oscure) prospettive nel breve periodo. Per quelle sul lungo ci sono ancora troppe incognite, compresa la strada del fallimento, visto il gran numero di soggetti che vantano crediti con la società, e in quel caso la questione passerebbe al curatore. In una situazione del genere l’ipotesi più probabile sarebbe quella di ripartire da zero, dalle categorie inferiori. Più facile da interpretare invece il possibile effetto sul resto del campionato in caso di ritiro della squadra. Intanto da precisare cosa si intende per ritiro: può essere una società a decidere di non partecipare più a un campionato comunicandolo agli organi federali, oppure può essere la realtà oggettiva a tradursi in ritiro, ed è questo il caso della Pistoiese. Una squadra che non si presenta per quattro volte in campo viene considerata ritirata ed esclusa dal campionato. E visto che alla fine del torneo di partite ne mancano cinque si tratta di una possibilità tutt’altro che peregrina. Le norme prevedono che, se il ritiro avviene nel girone di ritorno – come in questa circostanza – verrebbero ritenuti validi solo i risultati conquistati nel girone di andata. Tutte le partite giocate durante la seconda parte del campionato si tradurrebbero in sconfitte a tavolino per 3-0. Dettagli che a questo punto, per quanto riguarda la Pistoiese sarebbero +insignificanti, ma che interessano parecchio le altre squadre, chi in lotta per salvarsi, chi in lotta per salire, e il cui campionato potrebbe finire per essere falsato. Nel giorno in cui la Pistoia del basket trova il “closing” per i nuovi investitori, su quella del calcio si rischia di dover mettere il cartello “close”.
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