Il Tirreno

Pistoia

Scuola in bilico

Aule con la muffa e serre inservibili, sos dagli studenti alla Provincia di Pistoia

di Stefano Baccelli
Aule con la muffa e serre inservibili, sos dagli studenti alla Provincia di Pistoia

«Su di noi poggia il futuro di settori fondamentali come vivaismo e industria»

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PISTOIA. È stato un sit-in all’insegna del sorriso, anche se la sessantina di studenti sui quattrocento complessivi che si sono incontrati ieri mattina in Piazza San Leone davanti alla Provincia erano parecchio decisi a far valere le proprie ragioni. Il casus belli sono le precarie condizioni strutturali dell’Istituto De Franceschi-Pacinotti, il “gigante” nato dall’accorpamento dell’istituto per l’agricoltura e l’ambiente e quello professionale per l’Industria e l’artigianato. Un’unificazione di due scuole così diverse per indirizzo e per conformazione professionale che ha determinato l’insorgere di un istituto di enorme complessità a livello organizzativo ma anche di natura logistica e gestionale.

I due plessi attualmente mostrano “crepe” sia per didattica che per strutture, arredi e strumenti. Problemi che si riscontrano in modo più o meno importante anche in altre scuole pistoiesi. Non a caso a gennaio fu stilato un protocollo tra la Provincia e la Consulta provinciale degli studenti inerente la manutenzione e il miglioramento delle loro scuole. Si tratta al momento di un documento ufficioso che dovrebbe vedere presto luce.

Intanto, ieri, muniti di bandiere, megafoni e casse acustiche, i ragazzi hanno dato vita a una manifestazione allegra, fatta di battute e ironia, ma soprattutto di richieste concrete. È stato denunciato per esempio che «da un mese e mezzo, al De Franceschi non possiamo fare esercitazione pratica in serra, perché la caldaia, vecchia di cinquant’anni, si è guastata e non è riparabile». Non solo: «Due serre di nebulizzazione, non sono attive sempre a causa della caldaia guasta». Poi ancora: «Ci sono pericolose infiltrazioni di umidità, presenza di muffa e relative aule inagibili, infissi spaccati e non certo per intemperanze di qualcuno».

«Chiamiamo in causa anche il provveditorato – è stato detto – Come si fa a essere futuri agrotecnici, meccanici, idraulici o operatori del benessere senza una didattica completa?».

Altra anomalia denunciata sempre al De Franceschi, il fatto che «l’istituto dispone di 7 ettari di terreno in cui non vi è un vigneto sperimentale, un minino abbozzo di coltivazioni idroponiche o aeroponiche. Abbiamo – dicono gòi studenti – una serra idroponica di 20 metri quadrati che produce 30 o 40 piante, figurarsi cosa si potrebbe fare con 7 ettari».

I manifestanti del De Franceschi fanno presente inoltre che «manca una nostra azienda agricola a causa di mancati incontri tra le parti e senza la quale non abbiamo futuro. Svariati anni di incuria interessano gli istituti su cui si regge il tessuto socioeconomico della provincia di Pistoia: vivaismo e industria».

Sul banco degli imputati le istituzioni, “accusate” di investire in faraoniche strutture sportive (probabilmente riferiti al progetto Pallavicini) e niente nella scuola.

Il consigliere provinciale Gabriele Giacomelli assiste alla manifestazione dalla scalinata del palazzo della Provincia. Chiamato in causa da una studentessa che lo invita ad esprimersi porgendogli il microfono, non si fa cogliere impreparato, confermando la sussistenza di tutti i problemi denunciati e dichiarando la sua vicinanza agli studenti e la disponibilità a riceverli in delegazione. Il suo intervento si chiude con un applauso. Tre degli studenti salgono negli uffici, mentre gli altri aspettano in piazza. La delegazione che partecipa all’incontro è formata da Alessio Mantellassi, che è presidente della Consulta provinciale e anche presidente del comitato degli studenti del “De Franceschi”; Thomas Monti, come rappresentante sempre del “De Franceschi”; e Francesco Matani, presidente del comitato studentesco del “Pacinotti”.

«Nell’incontro – riferisce Alessio Mantellassi – abbiamo ottenuto di integrare le nostre richieste al protocollo tra la Provincia e la Consulta provinciale studentesca. Ci hanno assicurato che ciò è possibile, anzi che la nostra protesta è un’occasione per dare avvio in modo slanciato ai lavori. Saranno istituiti specifici tavoli tematici. A breve il protocollo dovrebbe essere presentato».

All’incontro erano presenti, oltre al consigliere provinciale Gabriele Giacomelli, le funzionarie Zollo e Lombardi.

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