Il presidio
Pistoia, via del Casello chiusa al traffico: «Che disagi per il mio vivaio»
Strada interdetta a tutti i mezzi per le buche, la preoccupazione di Magni
PISTOIA. Strada “groviera”, a mezzogiorno di ieri una squadra di tecnici della Provincia di Pistoia ha dato seguito all'ordinanza di chiusura di via del Casello.
Dal lato di via Bonellina, alcuni grossi blocchi di cemento sono stati posizionati poche decine di metri dopo l'ingresso di Rose Barni, la celebre azienda florovivaistica che si affaccia proprio su questa strada e che, chissà per quanto tempo, sarà raggiungibile solo da questa direzione. Pochi metri dopo l'intersezione con via Fiorentina, la stessa operazione è stata ripetuta oltre l'ingresso dell'azienda vivaistica Magni che, in virtù di questo provvedimento, potrebbe avere non poche difficoltà logistiche, come spiega il suo titolare Pietro Magni: «I nostri terreni si estendono sui due lati di via del Casello. Mentre infatti la sede aziendale e il rimessaggio si trovano nei pressi di via Fiorentina, molti altri campi si estendono verso Bonelle. Per raggiungerli dovremo fare un ampio giro, passando per le strette viuzze di San Pierino Casa al Vescovo, dove per lunghi tratti manca lo spazio necessario per poter consentire il transito agli altri veicoli».
Malgrado queste oggettive difficoltà, né Pietro Magni né sua moglie Graziella Niccolai hanno niente da eccepire sulla necessità di rimettere in sesto la strada: «Le troppe buche costituivano da tempo un grave pericolo. Da qui non passano infatti solo i mezzi agricoli dei vivai della zona ma moltissimi automobilisti che, soprattutto in certi orari, si servivano di via del Casello per fuggire dal traffico asfissiante di via Bonellina».
Chi invece non poteva transitare già da tempo nella strada sono i mezzi a due ruote, come fa notare Pietro Barni, dell'importante azienda florovivaistica Rose Barni: «Un'ordinanza del 2021 proibiva già a questi mezzi la circolazione. Adesso la strada è chiusa per tutti. Noi negli anni, abbiamo inviato moltissime raccomandate alla Provincia, sollecitandola a intervenire per restituire dignità a questa strada e sicurezza a chi vi transita. Purtroppo finora non siamo mai stati ascoltati, trovandoci costretti ad avvertire sempre i nostri visitatori a stare attenti a dove avrebbero messo le ruote. Anche di recente, abbiamo ospitato nei nostri piazzali alcune automobili con le gomme sfasciate o i cerchi rotti perché i loro conducenti, che non conoscevano la strada, erano entrati con i pneumatici nelle grandi buche che, soprattutto a sera, sono veramente poco visibili».
Adesso che quindi la circolazione è stata interrotta, l'unico auspicio dell'iconica azienda florovivaistica è un rapido ritorno alla normalità, come dice Beatrice Barni, della quarta generazione di vivaisti specializzati in rose: «I visitatori che vogliono recarsi alla nostra azienda non hanno difficoltà, visto che la Provincia ha assicurato la libera circolazione sia ai clienti che ai dipendenti. Tuttavia mi auguro che i lavori necessari vengano fatti al più presto visto che la situazione attuale non è certo un bel bigliettto da visita».
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