Il Tirreno

Pistoia

Il dolore

Cuoco morto a 28 anni, in chiesa il ricordo della mamma. In centinaia per l’ultimo saluto a Ivan

Cuoco morto a 28 anni, in chiesa il ricordo della mamma. In centinaia per l’ultimo saluto a Ivan

Quarrata: dal pulpito le parole di mamma Patrizia e l’omelia di don Eusebiu Farcas

3 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. Scintille divine. Ecco come il giovane cuoco Ivan Niccolai raffigurava gli esseri umani di fronte all'immensità del creato. Un'immagine senz'altro suggestiva, tante volte evocata davanti agli amici del Parco verde degli Olmi, dove era solito trascorrere il tempo libero insieme agli amici di sempre e che oggi (venerdì 8), don Eusebiu Farcas ha voluto citare nella sua omelia di commiato.

Per dare l'ultimo saluto al loro amico i giovani che frequentano abitualmente il Parco verde si sono accalcati in lacrime nella chiesa di San Michele arcangelo di Vignole. Insieme a loro, tantissimi ragazzi che avevano condiviso con Ivan il percorso scolastico all'Istituto alberghiero Ferdinando Martini di Montecatini, dove il giovane si era diplomato e da dove aveva spiccato il volo verso importanti esperienze professionali a Dubai e a Milano. Nell'ampia chiesa di Vignole, dove le panche sono disposte a semicerchio per evocare le prime assemblee dei cristiani, c'erano circa 400 persone che, in totale silenzio, hanno accompagnato il feretro ai piedi dell'altare. Prima della cerimonia funebre, in tanti si sono abbracciati, ricordando il tragico incidente di domenica scorsa, quando in via Settola a Spedalino la Suzuki di Ivan Niccolai è andata fuori strada facendogli perdere la vita.

A dare conforto a babbo Fabio e a mamma Patrizia, tutti i loro colleghi di lavoro e tantissimi amici e conoscenti provenienti da Valenzatico, dove la famiglia Niccolai ha le sue radici e dove Ivan ha vissuto alcuni anni insieme a suo nonno Pietro, per non lasciarlo solo quando rimase vedovo. Prima dell'omelia, don Eusebiu Farcas ha citato il passo del Libro della sapienza, che dice che "i morti sono nella pace” e i passi 24, 1-12 del vangelo di Luca, dove si racconta della stupore delle donne che, giunte al sepolcro del Cristo, trovarono la pietra che lo sigillava spostata dalla sua posizione originaria.

E proprio l'immagine è stata evocata da don Farcas nella sua omelia: «Nessuno poteva immaginarsi che la serata di domenica scorsa potesse trasformarsi in una pietra di un sepolcro. Chi potrà far rotolare via questa pietra? Soltanto la fede nella vita eterna».

All'omelia, è seguita quindi la celebrazione eucaristica, a cui molti hanno partecipato in lacrime. In molti si sono quindi accostati alla bara, alla cui base gli amici avevano posto tantissime foto che ritraevano il giovane nelle pose più strane. Un pizzico di leggerezza giovanile, per cercare di lenire un dramma collettivo coi più bei ricordi di un passato destinato a restare impresso nella memoria di molti.

Terminato il momento eucaristico, mamma Patrizia ha voluto tracciare un ritratto del figlio, ricordando la sua passione per la cucina che, oltre che a scuola, Ivan manifestava anche a casa. Nel contempo, il marito Fabio le cingeva le spalle nascondendo il volto rigato di lacrime fra i suoi capelli. Anche il sindaco di Quarrata Gabriele Romiti ha volto portare il saluto dell'intera comunità, profondamente scossa da questa ennesima sciagura della strada.

Quando poi il feretro è uscito dalla chiesa, uno stormo di palloncini bianchi si è levato in cielo, come ad accompagnare l'anima del giovane al cospetto divino. Il corteo funebre si è poi diretto verso il tempio crematorio di Pistoia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web