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Pistoia

Lutto

Pistoia, in centinaia per l’addio alla giovane infermiera morta. Le parole del compagno in chiesa – Video

di Tiziana Gori
Pistoia, in centinaia per l’addio alla giovane infermiera morta. Le parole del compagno in chiesa – Video

Nella chiesa della Vergine il funerale di Laura Porta, la 36enne incinta di otto mesi scomparsa domenica. Le colleghe: «Sei il nostro esempio»

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PISTOIA. In centinaia alla chiesa della Vergine per l’ultimo saluto a Laura Porta, l’infermiera di 36 anni morta domenica sera in seguito a una probabile emorragia cerebrale. Il bimbo di Laura, che era incinta di 8 mesi, è stato fatto nascere con taglio cesareo e lotta tra la vita e la morte all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Erano in centinaia stamani (giovedì 22 febbraio) per stringersi attorno al compagno di Laura, Antonio Fasano, e ai familiari di lei. Ai genitori, venuti dalla Sardegna, e al fratello Claudio, che lavora a Pisa e vive da diversi anni in Toscana. 

Le parole del compagno

Don Fabio, cappellano del Meyer, è stato incaricato da Antonio Fasano di concelebrare la messa funebre insieme al parroco della Vergine, don Sebastiano. Nel prete dell’ospedale pediatrico, nella sua fede e nella sua serenità ha trovato conforto il giovane babbo del piccolo Andrea, che ha chiesto a don Fabio di leggere per lui un ricordo della sua Laura: «Stavamo costruendo insieme la nostra famiglia – ha detto Antonio – Anzi, in Toscana dicevi di aver trovato la tua vera famiglia. Coi tuoi amici, i tuoi colleghi, noi… E la gioia per il nostro piccolo Andrea, che con i suoi calcetti stava crescendo dentro di te insieme al nostro amore. Quello che mi dicevi lo dico io ora a te: ti amo più di ieri e meno di domani».

Il ricordo della Misericordia

Il presidente della Misericordia di Pistoia, Sergio Fedi, ha consegnato a Fasano una targa in ricordo dell’impegno svolto da Laura negli anni della pandemia come volontaria dell’associazione. 

E quelle delle colleghe

Commosso l’addio delle colleghe infermiere, una delle quali ha preso la parola dal pulpito, ricordando la dedizione che Laura metteva nel suo lavoro. L’aver perseguito ostinatamente il traguardo della laurea, e poi il master in emergenza – urgenza. Aveva vinto il concorso, sarebbe entrata a lavorare in Asl. Il suo sogno era lavorare al 118, possibilmente sugli elicotteri. Nel frattempo, prestava servizio come infermiera al carcere della Dogaia, a Prato, e lì aveva conosciuto Antonio, che è una guardia penitenziaria.

Picchetto d’onore

I colleghi della polizia penitenziaria hanno fatto il picchetto d’onore intorno alla bara della giovane donna, ricoperta di fiori e della sua divisa bianca. Al termine tutti, i colleghi in divisa e gli amici di una vita, si sono stretti attorno al compagno della giovane donna e ai suoi familiari, venuti dalla Sardegna e che in Sardegna riporteranno il corpo di Laura. 

Il “santino”

All’uscita dalla chiesa un “santino”, un biglietto con la foto di Laura Porta, è stato consegnato ai presenti. Sul retro le parole che amava ripetere la giovane infermiera: «Credete in voi stessi realizzate i vostri sogni, aiutate le persone che ne hanno bisogno, non siate egoisti. Costruite qualcosa con chi amate e ricordate sempre che i piccoli gesti sono sempre i migliori. La vita è fatta di tante piccole cose, e molte restano sempre».  

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