Il presidio
Giovane mamma morta, i ricordi: «Con noi nei due anni della pandemia, siamo sconvolti»
Riccardo Fantacci, direttore dei servizi della Misericordia pistoiese, ricorda la giovane scomparsa
PISTOIA. «Nel periodo della pandemia era quasi tutti i giorni qui. Abbiamo passato due anni di notti insieme».
Gli amici della Misericordia di Pistoia, con cui Laura Porta ha trascorso gran parte del 2020 e del 2021, non riescono, dice Riccardo Fantacci, direttore dei servizi, «a capacitarsi di quello che è successo». «È stato un colpo durissimo. Da quando lavorava al carcere di Prato Laura non riusciva più a venire con la stessa assiduità, ma era in contatto con tanti dei nostri ragazzi, che erano suoi amici. Era difficile non esserle amici, perché era una persona fantastica, piena di vita e di iniziativa».
Con la Misericordia aveva superato il corso di soccorritrice di livello avanzato. Ma la sua vocazione era fare l’infermiera. «Laura – spiega David Nucci, vicepresidente dell’Ordine degli infermieri di Firenze - Pistoia – era stata una mia studentessa: era una collega con una grande motivazione e con un entusiasmo contagioso. Anche dopo la laurea continuava ad aver voglia di studiare, approfondire, crescere professionalmente. La sua morte improvvisa, oltretutto in un momento di grande felicità come quello che stava vivendo per la maternità, ci lascia senza parole. Ci stringiamo ai suoi familiari, al compagno e al loro bimbo che sta lottando per sopravvivere».
Sul suo profilo facebook, nel giugno del 2022, Laura scriveva: «Esattamente un anno fa ero una tirocinante, giocavo a far l'infermiera tra i corridoi di quell'ospedale, ho sempre amato quel posto, quelle lenzuola, quelle mura, quelle emozioni! Passavo il tempo a stringere quelle piccole manine ed ero felice...Ora invece non gioco più, ora son un'infermiera e le mani che stringo son totalmente diverse. Mi sento dire che far l'infermiera è una vocazione, è da persone "forti", così dicono! Ed effettivamente hanno ragione, perché quando sei un'infermiera, i pensieri rimangono con te, ti accompagnano ovunque, il tempo libero è ridotto, e non stacchi mai la mente. Per cui, se siete amici di un'infermiera, ritenetevi fortunati del tempo che vi dedica, dei minuti passati insieme, dei sorrisi che vi rivolge, perché quel tempo, lo toglie a se stessa, e quei sorrisi spesso nascondono un mondo che continua a correre nella mente».
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