Il Tirreno

Pistoia

La storia

Gerardo cambia vita, dopo 26 anni al banco del mercato di Pistoia diventa autista di bus: «Col commercio non si guadagna di più»

di Tiziana Gori
A sinistra Gerardo Torsi versione autista, a destra quando lavorava come ambulante
A sinistra Gerardo Torsi versione autista, a destra quando lavorava come ambulante

A quasi 54 anni ha iniziato un nuovo capitolo professionale: «Ora sono felice. I commercianti che resistono, ormai, lo fanno solo per arrivare alla pensione o perché non hanno alternative»

12 febbraio 2024
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PISTOIA. A quasi 54 anni lascia il lavoro di una vita per reinventarsi come autista di bus. Una scelta che abbraccia quasi con sollievo viste le difficoltà patite negli ultimi anni con il suo lavoro di ambulante, ma anche con tutte le incognite del caso. Una storia emblematica di questi anni difficili, in cui tanti over 50 sono chiamati a mettersi davanti a uno specchio e dirsi: «Devo reinventarmi una vita».
La scelta
Dal 1° marzo 2024 Gerardo Torsi inizierà un nuovo capitolo, lasciando la professione che svolgeva dal 1998 per iniziare quella di conducente di scuolabus. Dopo 26 anni trascorsi in piazza del Duomo a vendere articoli di pelletteria e pochi mesi passati invece nel nuovo stallo di via Curtatone, nel suo orizzonte si prospetta un cambiamento. Cerca di non affrontarlo con ansia: «Sarei molto più preoccupato se tre anni fa non avessi preso questa decisione. Il commercio al dettaglio è agonizzante da molto tempo, sia in sede fissa che ambulante, per cui non provo nessun dispiacere nel cessare la mia attività».
Gli inizi al banco e la crisi
Anche se, 26 anni fa, non immaginava di doversi reinventare conducente di autobus dopo aver superato la boa dei 50 anni. Nato il 30 ottobre del 1970 a Pistoia e residente nel quartiere di Vicofaro, Gerardo Torsi, che è anche cintura nera di karate e grande tifoso della Pistoiese, all'età di 28 anni credette di toccare il cielo con un dito quando ebbe la possibilità di acquistare una licenza di commercio ambulante. Per potersela assicurare, il neo commerciante dovette sottoscrivere dei pesanti impegni economici, come oggi ricorda: «A fine anni Novanta, possedere una licenza che ti consentisse di lavorare anche al mercato di Pistoia significava aver fatto centro nella vita. Il commercio tirava e questo poteva consentirti un buon tenore di vita. Dal 2000 in poi, con l'avvento dell'euro, iniziarono i primi scricchiolii: i prezzi iniziarono a salire ma il potere di acquisto della popolazione volse al ribasso». Tuttavia, a mettere al tappeto il giro d'affari dei mercati settimanali di Pistoia, non fu il cambio di moneta: «A mandare in coma il mercato è stato in primo luogo il trasferimento al campo di volo dell'ospedale del Ceppo, a cui è seguito quello dell'Agenzia delle entrate e della Prefettura. Senza questo bacino di potenziali clienti, il mercato è stato di fatto depotenziato e oggi, chi resiste, lo fa solo per poter approdare alla pensione o per totale mancanza di alternative». Ad assestare tuttavia il colpo del ko è stato il boom del commercio online che, dalla pandemia in avanti, ha contagiato non solo i giovani e i giovanissimi ma anche la fascia di età che va dai 40 ai 50 anni. Fu così che a inizio del 2020, Gerardo Torsi prese la decisione di dare una svolta alla sua vita. «Mi resi conto che non valeva più la pena sacrificarsi così tanto per guadagnare veramente poco. Decisi quindi di rivoluzionare la mia esistenza e di prendere la patente a D, che consente la guida dei pullman e degli autobus e di conseguire il Cqc, il “Certificato di qualifica conducente”. Fare l’autista di pullman l’ho sempre pensato come un lavoro che potesse piacermi. E sapevo che da tempo c’è una grande richiesta di queste figure professionali».
Una nuova vita
La sua intuizione si è rivelata azzeccata: già prima di concludere il percorso formativo, diverse aziende di trasporti si sono fatte avanti. Alla fine Gerardo ha accettato quella di una nota azienda di trasporti locale. Prenderà servizio dal 1° marzo. Questi giorni li sta dedicando a smaltire l'ultima merce rimasta in magazzino, in attesa di sedersi al posto di guida. «Sono felice di andare incontro a questo cambiamento – conclude -–e mi auguro che la mia storia possa dare ad altri il coraggio di accettare le nuove sfide che la vita propone».

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