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La scomparsa

Agliana, è morto Marco "Adriano" Marini: l'uomo della mortadella di Prato

Agliana, è morto Marco "Adriano" Marini: l'uomo della mortadella di Prato

I suoi prodotti si trovano nei ristoranti e nelle gastronomie di tutto il mondo

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AGLIANA. Addio a Marco Marini, storico macellaio della Ferruccia di Agliana, divenuto celebre ovunque per aver contribuito a riscoprire la “mortadella di Prato”. È morto all’improvviso all’età di 79 anni. Nato e cresciuto nella “sua” Ferruccia, abitava da tempo in via Teresio Olivelli, nella frazione di Stazione di Montale, insieme alla moglie Patrizia Innocenti, amore della sua vita.

Fino a pochissimi giorni fa era possibile incontrarlo dietro al bancone della sua macelleria. Ormai per Marco, meglio conosciuto da tutti con il nome di Adriano, questo era un modo per stare vicino ai due figli, Nicola e Manuel, che hanno seguito le sue orme. Con loro l’attività ha assunto un respiro internazionale, dando lavoro anche a tre dipendenti e indirizzando buona parte della produzione di salumi verso ristoranti e gastronomie di qualità di tutto il mondo.

Marco Marini, a differenza dei suoi figli, che hanno intrapreso questo mestiere solo dopo aver terminato gli studi, iniziò invece prestissimo a occuparsi di carne di qualità, e lo ha fatto per più di settant’anni. Come ricorda commosso il figlio Nicola: «Aveva 9 anni quando terminò le scuole elementari e subito iniziò a lavorare nella macelleria di suo zio Michele. In poco tempo, imparò anche le tecniche di lavorazione dei salumi e questo, con il passare degli anni, si rivelò per lui una carta vincente».

Marco Marini continuò sempre a lavorare nell’azienda di famiglia, fatta crescere nel frattempo anche dall’altro suo zio, Giuseppe, e dal figlio di lui, Lido. In seguito, ad allargare la dinasty di macellai della Ferruccia, si aggiunse anche il fratello di Marco, Claudio. Con i due fratelli l’attività iniziò veramente a decollare, facendosi conoscere non solo a livello locale ma allargando i suoi orizzonti alle migliori gastronomie e ai migliori ristoranti d’Italia. Accanto al classico lavoro di macelleria, cominciò a prendere sempre più importanza il settore della lavorazione della carne suina. Il vero colpo di genio di Marco Marini fu nella riscoperta di un antico salume di cui si erano perdute le tracce, la “mortadella di Prato”. Per decenni questo prodotto era sparito, fino a quando la voglia di tipicità e il desiderio di riscoperta della proprie radici portò Marco Marini a puntarvi, vincendo la sua scommessa.

«L’attività di norcineria – spiega il figlio Nicola – conobbe una forte crescita già a partire dagli anni Ottanta, con la produzione di salami, prosciutti e finocchione che andò a toccare livelli altissimi. L’intuizione del babbo fu però quella di credere nelle potenzialità della mortadella di Prato. Con tanta passione e infinita pazienza, riuscì a ricostruire la ricetta originale andando a consultare anche antichissimi documenti dei secoli scorsi. Negli anni Novanta, quindi la mortadella di Prato fece di nuovo la sua ricomparsa sul mercato divenendo prima un presidio slow food per poi giungere al riconoscimento del marchio igp e alla costituzione di un apposito consorzio di 5 produttori che operano nei comuni di Prato, Agliana e Quarrata”».

Fra le passioni della sua vita, oltre al lavoro e alla sua famiglia, ci sono stati il ciclismo e il biliardo, interpretato da Marco come un modo per socializzare e stare insieme alla gente.

«Mio padre divenne appassionato di ciclismo perché, davanti al nostro negozio, c’era la casa di Fabrizio Fabbri, indimenticabile campione degli anni Sessanta e Settanta. Per giocare a biliardo invece era solito andare al Tennis club di Agliana dove era ben voluto da tutti».

Chi volesse dimostrare un ultimo gesto di affetto nei suoi confronti, la salma resterà esposta per tutta la giornata di oggi nelle cappelle del commiato della Misericordia di Agliana. Il rito funebre si terrà invece domani, martedì 30 gennaio, alle 9,30, nella chiesa della Ferruccia, da dove il feretro sarà poi trasportato al cimitero della Ferruccia per la sepoltura.l

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