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Pistoia

Il delitto

Omicidio di Agliana, cosa ha spinto Alessio Cini ad uscire da casa? Si analizzano telecamere e telefonino

di Lorenzo Carducci
Omicidio di Agliana, cosa ha spinto Alessio Cini ad uscire da casa? Si analizzano telecamere e telefonino

La famiglia esclude un movente legato a difficoltà finanziarie dell’operaio: Alessio Cini sarebbe uscito dalla casa andando incontro al suo assassino

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AGLIANA. Un nuovo sopralluogo per ispezionare ancora la scena di un omicidio che al momento non vede nessuna persona indagata come potenziale responsabile. L’obiettivo è quello di rispondere il più rapidamente possibile alle tante domande attorno all’assassinio di Alessio Cini, tecnico tessile di 57 anni originario di Sant’Ippolito di Prato, trovato morto intorno alle 6 e 30 di lunedì mattina col corpo avvolto dalle fiamme davanti alla casa dove abitava in via Ponte dei Baldi 56 ad Agliana, tra la Ferruccia e Ponte dei Bini.

Caccia a qualsiasi elemento che possa favorire la ricostruzione: in primis la spranga o l’oggetto contundente con cui gli aggressori o l’aggressore hanno colpito alla testa la vittima, poi percossa violentemente anche al torace riportando diverse fratture alle costole, prima che l’uomo, in fin di vita ma non ancora morto – come emerso dai primi risultati dell’autopsia svolta dai medici legali Walter Calugi e Ilaria Marradi martedì pomeriggio – fosse cosparso con un liquido infiammabile e su di lui fosse appiccato il fuoco, probabilmente per cancellare le tracce dell’accaduto.

Non solo l’arma del delitto, dunque: a motivare il sopralluogo è stata anche la ricerca di tracce della tanica o del recipiente che avrebbe contenuto il liquido infiammabile, così come dell’accendino o del fiammifero usato per far divampare le fiamme e di ogni altro dettaglio che possa rivelarsi utile.

I carabinieri specializzati in rilievi tecnici del nucleo investigativo del comando provinciale di Pistoia, che sta effettuando le indagini assieme alla compagnia di Pistoia e su coordinamento del sostituto procuratore Leonardo De Gaudio, hanno scandagliato l’area esterna e le pertinenze dell’abitazione di via Ponte dei Baldi.

È proprio davanti casa che Alessio Cini sarebbe uscito a quell’ora del mattino in tuta, dopo che evidentemente chi lo ha ucciso ha attirato in qualche modo la sua attenzione. Un appuntamento? Una visita insospettabile? Probabilmente se il 57enne avesse avuto brutti presentimenti, quella soglia non l’avrebbe varcata. Sarebbe rimasto con la figlia, al primo piano della villetta familiare al cui piano terra abitano la sorella dell’ex moglie col marito e la loro figlia, mentre nel terzo appartamento risiede il vicino che notando quel corpo avvolto dalle fiamme alle 6 e 30 di lunedì mattina, avrebbe chiamato i soccorsi. Anche su questo però sono ancora in corso accertamenti.

Il cognato di Cini ha escluso che il tecnico della Microtex avesse problemi economici. Il fatto che l’unità abitativa dove risiedeva con la figlia fosse all’asta non dipendeva da lui, anche se aveva il cruccio di comprarla non appena il prezzo si fosse abbassato ancora per l’assenza di offerte, con l’alternativa di dover cercare un’altra sistemazione. Come riporta il portale Astegiudiziarie.it, per ieri, era fissata l’udienza per la terza vendita, partendo da un prezzo di 169mila euro. La prima si era svolta il 10 gennaio 2023, con una base di 300mila euro.

La vita di Alessio Cini appare più che specchiata: era devoto alla famiglia, oltre ad essere legatissimo alla figlia si occupava col fratello della sorella affetta da disabilità, che abitava a Sant’Ippolito assieme alla madre, scomparsa qualche mese fa.

Inoltre nel 2004 si candidò come consigliere con la lista Sinistra per Prato Viva, da ambientalista si batté contro la realizzazione dell’inceneritore a Case Passerini e nei primi anni Duemila fu presidente del circolo Arci di Sant’Ippolito, facendo parte anche del gruppo Ciclistica Feraglia.

Il cognato ha infatti ribadito che l’uomo non aveva nemici, affermando al contempo «di avere dei sospetti». Per gli inquirenti nulla è da sottovalutare: tra i vari aspetti, ci sarebbe anche un alterco che Cini avrebbe avuto nei giorni precedenti l’aggressione.

Nel frattempo ieri sono riprese le audizioni delle persone nella cerchia di rapporti della vittima. Da capire poi il frutto delle registrazioni delle telecamere della zona, mentre non si trascura naturalmente il cellulare del 57enne, provando a ottenere novità sostanziali dai suoi ultimi contatti.

Con la salma sempre a disposizione dell’autorità giudiziaria, per il funerale si dovrà attendere ancora.


 

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