Allerta arancione, Meteo stazione Pistoia: «Attesa pioggia “normale” ma su un terreno devastato»
Le previsioni dell’insegnante-metereologo Daniel Gialdini. «L'alluvione? giovedì mattina dissi ai miei studenti che ero molto preoccupato perché la situazione sembrava pericolosa»
PISTOIA. «Sarà una giornata di nuvolosità irregolare con qualche piovasco e isolati rovesci, peggiorerà però in serata a causa di un fronte freddo (dopo Ciaran è la volta di Domingos, nda) che provocherà condizioni instabili con piogge e temporali sparsi. Gli accumuli previsti sono dell’ordine dei 30-40 millimetri sia in pianura che in montagna, dunque assolutamente normali, ma si trovano di fronte un terreno devastato».
L’aggiornamento, relativo alla giornata di oggi, è di MeteoStazione Pistoia, la pagina che pubblicando quotidianamente puntuali aggiornamenti sulle condizioni metereologiche tra Pistoia e Piana, offre un importante e apprezzato servizio pubblico locale. A curarla Daniel Gialdini, 31 anni, una laurea triennale in geologia con la magistrale in geotecnologia per l’ambiente e il territorio e attualmente insegnante di scienze naturali al liceo scientifico dell’Istituto suore Mantellate di Pistoia. La meteorologia è da sempre la sua passione, come conferma l’argomento della sua tesi.
La pioggia attesa per stasera non sarebbe dunque tale da creare inutili allarmismi – l’accumulo sarà inferiore a quello di sabato notte, sui 50 millimetri – ma tra frane, argini precari e torrenti esondati, dopo una settimana a dir poco infernale la soglia dell’attenzione non può che restare alta. Come peraltro conferma l’allerta arancione per rischio idrogeologico (esattamente come una settimana fa).
Riavvolgendo il nastro di quest’alluvione, Gialdini spiega che «tutti gli elementi per un evento importante c’erano fin dall’inizio ma l’aggiornamento peggiore c’è stato nella notte tra mercoledì e giovedì, infatti giovedì mattina dissi ai miei studenti che ero molto preoccupato perché la situazione sembrava pericolosa».
«Dove abito io a Stazione (Montale), l’accumulo d’acqua giornaliero è stato di 161,2 millimetri praticamente in tre ore, verso Prato fino a 200 millimetri – riepiloga il docente – . Numeri superati solo dall’alluvione di Firenze, dove però le precipitazioni furono più distribuite nel tempo. A differenza dei grossi corsi d’acqua che soffrono piogge meno intense e più prolungate, quelli piccoli come i nostri vengono invece messi in crisi da precipitazioni intense e concentrate come quella di giovedì».
Sulla ricaduta di sabato notte aggiunge: «Era ampiamente prevista anche quella, niente di trascendentale ma ha impattato sensibilmente un quadro idrogeologico già molto fragile». E a chi si chiede perché sia successo tutto questo o perché simili nubifragi siano sempre più frequenti, Gialdini sa cosa rispondere.
«Pur non essendo un rapporto di diretta causa effetto – premette – se non fosse stato così caldo a ottobre, con i nostri mari di 4° sopra la media, non sarebbe caduta così tanta pioggia adesso, perché il calore in qualche modo deve trasformarsi in energia e di conseguenza in precipitazioni. Inoltre le piogge sono intervallate da fasi siccitose molto lunghe, la piovosità media è la stessa di prima ma diminuendo i giorni di pioggia le precipitazioni sono più intense. Va bene parlare di manutenzione degli argini, ma se i fenomeni sono più forti è anche per il riscaldamento climatico. Per questo andrà ricalibrato l’assetto idrogeologico del nostro territorio alla luce di questi cambiamenti».
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