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Pistoia, stroncato da un infarto in bici: la vittima è un noto ingegnere, aveva fondato un’azienda leader
La moglie ha chiamato il 118 quando nel pomeriggio non l’ha visto rientrare: è stato ritrovato in una scarpata. Fabrizio Marini era un grande appassionato di ciclismo, nel tempo libero le due ruote erano il suo svago
PISTOIA. «Il sabato era solito andare in bici con gli amici, mentre la domenica capitava che potesse muoversi anche da solo. È stato così questa domenica. La moglie gli aveva preparato il pranzo, sapeva che tornava intorno alle 12 e trenta. Quando nel pomeriggio non l’ha visto rientrare ha chiamato i soccorsi».
Per Fabrizio Marini, 73 anni, ingegnere meccanico ancora in attività, non c’era più niente da fare. Stroncato, secondo i riscontri medici, da un malore, probabilmente un infarto, che non gli ha lasciato scampo, mentre in sella alla sua bici percorreva i sentieri della riserva dell’Acquerino, al confine tra Prato e Pistoia (in località Cantagallo).
Per parenti, amici, colleghi di lavoro, è il momento del dolore e del cordoglio: «Scriva di lui che era una brava persona, una persona corretta. E un lavoratore instancabile», dice con la voce rotta dalla commozione il suo braccio destro nella Progress, Emanuela Bellettini.
Marini era il classico “self made man”. Un uomo che non partendo da condizioni sociali di privilegio, era riuscito grazie allo studio e alla passione, ad aprire due aziende. Dove tuttora, seppure da alcuni anni a ritmi ridotti, lavorava. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in città. Il funerale si svolgerà oggi, alle 14,30, nella chiesa della Misericordia, mentre la salma sarà tumulata al cimitero della Vergine. I nipoti e i colleghi ieri si sono stretti attorno alla moglie, Grazia Forti, scossa da questa tragedia improvvisa. La coppia vive in Valdibure.
«Con la Progress – spiega Bellettini – l’ingegner Marini ha fatto lavori importanti per AnsaldoBreda nel settore della carpenteria meccanica. Sia la Progress che la Sicurcert sono aziende piccole, quasi a dimensione familiare, ma molto quotate».
Da alcuni anni Marini si dedicava prevalentemente alla Sicurcert, uno dei primi organismi di ispezione di certificazione europea riconosciuti da Accredia. Sia Progress che Sicurcert hanno sede in via Spontini. Sicurcert opera su tutto il territorio nazionale (in particolare in Toscana e in Sicilia) nelle verifiche sugli ascensori e gli impianti di messa a terra. «Per anni – racconta Bellettini – Fabrizio è stato ingegnere a partita Iva, consulente tecnico d’ufficio e consulente di parte per il tribunale di Pistoia. Ha aperto prima Progress, poi Sicurcert, e tuttora al mattino andava in azienda».
Grande appassionato di ciclismo, nel tempo libero le due ruote erano il suo svago. «Era abituato a percorrere 60-70 chilometri al giorno in sella alla sua mountain bike. Non era uno sprovveduto, se c’erano dei tratti in salita scendeva e proseguiva a piedi». Così come non partiva senza cellulare e smartwatch munito di dispositivo che si aziona lanciando l’allarme in caso di caduta. «Ma qualcosa non ha funzionato – racconta la sua assistente – Ai familiari non è arrivato alcun alert».
La moglie sapeva che Marini si era diretto nella riserva dell’Acquerino. Alle 18,30 è stata allertata la centrale operativa del Soccorso alpino, che ha messo in azione due squadre: una dalla Stazione Appennino di Pistoia e una dalla Stazione Monte Falterona di Prato.
Con il campo base montato all’Acquerino, i tecnici hanno iniziato le ricerche insieme ai vigili del fuoco hanno battuto varie zone, partendo dall'auto parcheggiata. Hanno proseguito fino a quando è stato rilevato un segnale dal telefono del ciclista, nella zona dell'Eremo degli angeli - Cascinale il vespaio, e una squadra si è subito diretta sulle coordinate. «Anche un nipote di Fabrizio – spiega Bellettini – era riuscito a localizzare lo smartwatch tramite Gps». Marini era in una scarpata, a una decina di metri dal sentiero e dalla bici. All’arrivo dei soccorritori era già spirato. A causa del terreno impervio sono state necessarie diverse manovre su corda per far arrivare la barella sul sentiero, e da lì il corpo è stato portato con barella a spalla fino al rendev vous con il personale sanitario. Per il medico si è trattato di un malore. La salma è stata subito rilasciata per consentire alla famiglia di organizzare il funerale.
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