Il presidio
Pistoia, per l’emergenza abitativa 300mila euro dal Comune
L’annuncio del sindaco dopo l’intervento del vescovo
PISTOIA. Il Comune di Pistoia mette sul piatto 300mila euro per far fronte all'attuale situazione di emergenza abitativa, divenuta ancora più grave dopo la decisione del Governo di abolire il fondo statale destinato al contributo per gli affitti.
Ad annunciarlo è stato ieri il sindaco Alessandro Tomasi nel suo intervento di saluto al vescovo di Pistoia monsignor Fausto Tardelli, intervenuto all'apertura dei lavori del consiglio comunale. Prendendo spunto dalla crisi del volontariato, il primo cittadino ha affermato: «In questo momento così particolare serve una vera vicinanza fra le persone che, invece, purtroppo manca, come ne è triste riprova la crisi del volontariato. Come Comune intendiamo dare contenuto concreto a questo concetto con un contributo di 300mila euro per far fronte alla crisi abitativa acuita dall'abolizione del contributo per gli affitti».
Il cenno di approvazione del vescovo Tardelli è stato eloquente, in linea peraltro con le preoccupazioni espresse in più di un'occasione dalla chiesa pistoiese sui tagli al sociale. Senza entrare nelle motivazioni che hanno spinto l'esecutivo nazionale a compiere questa scelta, l'assessora alle politiche sociali Annamaria Celesti ha evidenziato come Palazzo di Giano farà la sua parte nel contrasto dell'emergenza abitativa: «Il fondo che verrà stanziato rappresenterà uno strumento importante per affrontare una situazione che non deve sfuggirci di mano. Tuttavia oggi i Comuni non hanno più da tempo la fotografia reale dei reali bisogni delle persone, perché il reddito di cittadinanza, che ha sostituito quello di inclusione gestito dagli enti locali, ha tolto ogni facoltà di indagine».
L'aver ascoltato che il Comune si adopererà per evitare l'aumento esponenziale degli sfratti, è stata forse la nota più lieta ascoltata da monsignor Tardelli nel suo intervento in consiglio. Giunto per "ascoltare" le istanze e i "desiderata" che la popolazione esprime attraverso i suoi rappresentanti, il vescovo di Pistoia si è trovato invece sin da subito bersaglio da un "fuoco di fila" di alcuni esponenti della maggioranza che gli hanno rinfacciato, chi con più chi con meno veemenza, di non affrontare con la dovuta energia l'annosa questione della comunità di accoglienza per migranti di Vicofaro. A esprimere al vescovo le loro perplessità su come venga gestita la comunità di don Massimo Biancalani hanno provveduto, con toni più soffusi, i consiglieri Luca Cipriani (Ale Tomasi sindaco), Jacopo Bojola (Forza Italia-centristi per l'Europa) e Francesco Pelagalli, di Fratelli d'Italia. Toni forti sono stati invece usati dall'esponente della Lega Cinzia Cerdini che ha affermato: «I buoni propositi della chiesa valgono per tutte le parrocchie di Pistoia meno che per una. A Vicofaro i fedeli vogliono vedere ripristinata l'attività pastorale che da anni ormai non c'è più Gli abitanti vogliono decoro e non sporcizia». Così Monsignor Tardelli: «Pur tenendo conto della criticità di alcune situazioni, all'immigrazione occorre dare una risposta che sia il più possibile organica e concreta».
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