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Pistoia

«Che in quelle strade fanno gare di velocità lo sapevano tutti»

«Che in quelle strade fanno gare di velocità lo sapevano tutti»

Notti brave nell’area industriale

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QUARRATA. Anche i centauri che abitualmente si ritrovano nelle strade della zona industriale di Valenzatico si apprestano a dare l’ultimo saluto a Francesco Fabrizio Mannino. Il giovane studente siciliano sarà infatti ricordato con un grande ritrovo di motociclisti che si daranno appuntamento proprio nel luogo dove è avvenuto il tragico scontro. Questo particolare momento commemorativo si svolgerà, presumibilmente, nello stesso giorno del suo funerale, sebbene in orari diversi, di sera.

Dopo cena, i lavoratori e i titolari delle molte attività industriali e commerciali che hanno sede in quest’area, sono già rientrati da un pezzo alle loro abitazioni e queste strade, fino alle prime luci dell’alba, sarebbero pressoché desertiche se, spesso e volentieri, non fossero popolate di notte dagli amanti delle moto. Che questi vialoni punteggiati di capannoni fossero il palcoscenico ideale per competizioni di velocità fra motociclisti, era il classico “segreto di Pulcinella”. Come afferma Sabrina Priami, del bar Elisir di via Modena.

«Questo bar chiude la sera alle 20, mentre questi raduni si svolgono sempre più tardi – spiega – Più volte i pochi residenti della zona avevano avvertito i carabinieri delle folli corse che si tenevano in queste strade, peraltro con motociclette molto rumorose. L’allarme, insomma, era stato lanciato. Peccato davvero che adesso una famiglia debba piangere per la morte di un giovane che ha perso la vita in una circostanza così incredibile».

Ma qual è il ritratto dei giovani motociclisti che, dalle 22 in poi, fanno risuonare nell’aria il rumore delle marmitte delle loro moto? A fornirlo, è un lavoratore di un’azienda del luogo, che preferisce rimanere anonimo: «Alle 17 quasi tutti i capannoni di questa zona industriale si svuotano. Talvolta capita però di dover tornare in azienda anche dopo cena per terminare un lavoro urgente. È in queste occasioni che ho visto molti giovanissimi a bordo di moto non di grossa cilindrata. Si va dai classici motorini di 50 centimetri cubi fino alle moto di 250. Più che altro, quello che ho notato è che lo scopo di questi raduni non sono tanto le gare in velocità, quanto la voglia dei giovani di fare evoluzioni con i loro mezzi, procedendo spesso su una sola ruota. So che i carabinieri sono intervenuti più volte ma, evidentemente, al momento del loro arrivo hanno trovato tutti che procedevano regolarmente».

Intanto, nel luogo della tragedia, continua a risaltare sull’asfalto una grande macchia di lubrificante, triste ricordo di una notte finita nel peggiore dei modi. A un certo punto, sopraggiunge sull’incrocio un’auto della scuola guida. L’istruttore fa parcheggiare il principiante in uno spiazzo lì vicino e poi, con aria ammonitrice, gli indica quella macchia, triste monito alla prudenza che, domenica notte e chissà in quante altre occasioni, in quel luogo non è stata osservata.

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