Meteo
Pistoia, avvicina per strada i bambini: allarme dei genitori nel quartiere
Giovane inseguito da una mamma e poi bloccato dai poliziotti della Volante
PISTOIA. Anche se sono consapevoli di non essere in presenza di qualcuno intenzionato ad abusare dei loro figli, bensì di una persona con dei disturbi mentali che andrebbe casomai aiutata dalle istituzioni, i genitori del quartiere sono ugualmente preoccupati. Per ciò che, comunque, potrebbe succedere e anche perché dopo ciò che è avvenuto, alcuni dei loro bambini, impauriti, non vogliono più uscire per andare a giocare con gli amichetti nel parcheggio sotto casa che per tutta l’estate era stato il loro punto di ritrovo. Perché hanno il terrore che quello strano giovane, che ha poi fatto scatenare il putiferio, con tanto di polizia e carabinieri accorsi sul posto, a Bottegone, si ripresenti fra loro.
Come la sera di mercoledì, quando ha invitato uno di loro, di otto anni, a seguirlo, per poi ripetere la richiesta a un tredicenne, dopo che il più piccolo è stato preso per un braccio dalla sorellina più grande e tirato in disparte. O la sera successiva, quando, questa volta senza scarpe e con indosso solo dei pantaloncini, si è rifatto vivo, per poi darsi alla fuga, inseguito da alcuni genitori, fino a Ponte alla Pergola. Dove poi è stato bloccato dai poliziotti della Volante (uno dei quali è rimasto leggermente ferito), portato in questura e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Nessun estremo invece per una denuncia per il reato di adescamento.
«L’altra sera – racconta la mamma del bambino avvicinato per primo – i bambini, una decina, dai 7 ai 14 anni, erano davanti casa che giocavano, con due mamme che li tenevano d’occhio sedute sul muretto. Passa questo ragazzo, con un cappellino e il cappuccio della felpa tirato su e dice a mio figlio: “Bambino vieni con me”. La sorellina ha sentito e lo ha preso per un braccio e se lo è messo dietro, e si sono allontanati piano piano. Allora il giovane ha proseguito e si è rivolto a un altro di loro: “Vieni un po’ con me che ti devo dire una cosa”. A quel punto le due mamme si sono alzate in piedi e lui, vedendole, è scappato via. I bambini più piccoli però si sono impauriti e si sono messi a piangere. Anche noi e gli altri genitori siamo scesi in strada, abbiamo chiamato la polizia e abbiamo raccontato quello che era successo».
Giovedì sera, proprio per cercare di tranquillizzare i bambini, la donna li ha invitati tutti a casa sua per una pizza.
«Dopo cena sono usciti sul terrazzo e mentre eravamo dentro io e mio marito li abbiamo sentiti gridare: “È lui, è lui”, “Mamma è quello di ieri sera”. I bambini si sono rimessi a piangere, di nuovo impauriti. Si vedeva che è una persona disagiata, era scalzo, a torso nudo. Quando ha sentito i bambini urlare è scappato. Mio marito e un altro babbo lo hanno inseguito a piedi, io ho preso la macchina e l’ho inseguito fino a Ponte alla Pergola. Dove, stremato, si è appoggiato al muretto. Ho cercato di tranquillizzarlo, dicendogli di mettersi a sedere, si vedeva che non sta bene di testa, contanti problemi, anche se veniva sul cofano dell’auto come per minacciare. Aveva lo sguardo perso nel vuoto: durante la fuga aveva cercato anche di entrare nella bauliera di un’auto ferma a uno stop, come per nascondersi».
Sul posto nel frattempo sono arrivati il marito e l’altro babbo, e anche i carabinieri, allertati nel frattempo dai bambini rimasti a casa. E poco dopo, quando il giovane, improvvisamente, si è dato di nuovo alla fuga, anche i poliziotti della volante, chiamato da noi, che lo hanno bloccato non senza difficoltà.
«Siamo preoccupati per i bambini – prosegue la mamma – L’altra sera era tanti, tutti insieme, ma se magari ci fosse stato un bambino da solo, più distante dal gruppo... Chissà Noi ci stiamo attenti come genitori, non li lasciamo mai da soli, ma altri magari non lo possono fare. Siamo preoccupati per quello che potrebbe succedere. Questo giovane ha bisogno di essere aiutato ma in questo momento è di nuovo libero per strada. La legge è questa. La mia intenzione è quella di avvertire di questa situazione gli altri genitori, affinché veglino sui loro figli».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
