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Pistoia, deserta la gara per il bar della biblioteca. I gestori: «Ci saremo alla prossima»
Scongiurato il rischio di restare senza servizio caffetteria e ristorazione
PISTOIA. Vuoi per le complicazioni burocratiche legate alla presentazione dei documenti, vuoi per i rincari di energia e materie prime che mettono a dura prova imprese e cooperative del settore, vuoi per altre valutazioni di convenienza, fatto sta che il bando per la concessione della caffetteria della biblioteca San Giorgio, il primo dell’era post Covid, è andato deserto. Pertanto l’attuale concessione alla ditta che gestisce il bar dal 2015, Donna Enterprise di Pistoia, così come la partenza del nuovo contratto inizialmente prevista per il prossimo 20 novembre, sono state prorogate momentaneamente di ulteriori 3 mesi, e cioè fino al 20 febbraio 2024, sperando che la prossima gara veda la partecipazione di qualcuno.
Anche perché il danno che potrebbe essere causato dall’assenza di candidature e da un’eventuale interruzione del servizio sarebbe ingente, sia in termini materiali nei confronti delle migliaia di utenti della biblioteca (con picchi di 1500-1600 presenze al giorno) che in termini simbolici, per ciò che il bar della San Giorgio ha sempre rappresentato.
La direttrice della biblioteca (nonché direttrice di quella Forteguerriana e dirigente del Servizio cultura e tradizioni, turismo e informatica del Comune di Pistoia) Maria Stella Rasetti, fa sapere che il nuovo bando sarà indetto appena passato il mese di agosto, alle stesse condizioni del precedente. Ovvero per 5 anni salvo l’opzione di proroga tecnica, con la richiesta di un canone di concessione di 1.200 euro al mese.
Nel piano economico finanziario, i ricavi previsti nel quinquennio a favore del gestore del bar ammontano a 840. 000 euro, vale a dire 168. 000 euro all’anno, mentre il valore della concessione sale a 862.800 euro (Iva esclusa), compresa una stima di 4. 560 euro ogni 12 mesi per le utenze «direttamente a carico del Comune», cioè riscaldamento, condizionamento e acqua. Di questa “torta”, i costi si mangiano in teoria ben 789.800 euro (157.960 l’anno), tra cui 467.800 per le materie prime (che diviso per 5 fa 93. 560 euro all’anno), 150.000 euro destinati al personale (30.000 all’anno), altrettanto tra canone di concessione (14.400 euro all’anno) e rimborso al Comune dell’energia elettrica effettivamente consumata durante l’attività di bar e 15.000 euro di assicurazione.
Il tutto per un risultato complessivo di gestione pari a 73.000 euro, che tolte le imposte sul reddito d’impresa diventano un utile di appena 55.455 euro. Evidentemente, non particolarmente vantaggioso come affare.
In ogni caso pare che perlomeno la ditta attualmente concessionaria voglia presentarsi al prossimo bando, tenendo per ora in sordina l’allarme su una prolungata assenza di potenziali aggiudicatari.
«Per questa gara non siamo riusciti a preparare tutti i documenti in tempo – dicono da Donna Enterprise, che tra concessione iniziale e proroghe dovute alla pandemia, da otto anni serve colazioni, pranzi e merende agli avventori della San Giorgio, impiegando negli ultimi tempi l’amministratrice e quattro dipendenti – Ma fatte alcune valutazioni personali, siamo intenzionati a fare domanda per la prossima».
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