Pistoia, Anestesia e rianimazione: il dottor Michelagnoli è il nuovo direttore
Nato a Firenze ma residente a Pistoia, ha 43 anni e il suo curriculum professionale racconta di un’attività professionale a tutto tondo
PISTOIA. Giuliano Michelagnoli è il nuovo direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Jacopo.
Il nuovo direttore, nato a Firenze ma residente a Pistoia, ha 43 anni e il suo curriculum professionale racconta di un’attività professionale a tutto tondo: dall’emergenza-urgenza, all’anestesia clinica all’area critica, alla terapia antalgica. Ha iniziato da medico del 118 sul territorio, poi matura esperienze professionali in anestesia e rianimazione in diverse strutture sanitarie nazionali e internazionali, e consegue il dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze e una di Fellowship in anestesia presso la McGill University (Montreal). Tornato dal Canada, nel 2018 ottiene l’ incarico di direttore nell’ospedale del Mugello da cui proviene, inizia a collaborare con la terapia antalgica della Usl ed entra a far parte dell’ equipaggio di elisoccorso su Pegaso1, fino all’incarico a Pistoia.
Durante la sua carriera si è occupato di anestesia locoregionale, medicina perioperatoria integrata con la medicina del dolore; di tecniche supporto extracorporeo; di tracheotomie percutanee; ma anche di bioetica, relativamente all’appropriatezza e alla proporzionalità delle cure intensive. «Sono i progetti a cui tengo molto – spiega il dottor Michelagnoli – e che conto di sviluppare progressivamente all’ospedale di Pistoia. In campo perioperatorio daremo il nostro supporto con l’implementazione di anestesia locoregionale avanzata per la chirurgia, mentre per la medicina intensiva, porteremo avanti progetti di implementazione dei supporti extracorporei multiorgano, che rappresentano la sfida sia attuale che quella futura. Il tema della bioetica è sicuramente per me quello più importante perché d’interesse per la collettività. L’obiettivo è creare un ambulatorio dedicato all'informazione per il cittadino sulle cure intensive. Sarà istituito un gruppo multidisciplinare (di cui facciano parte anche lo psicologo clinico, il palliativista e altri specialisti che si occupano di cronicizzazione delle patologie invalidanti) capace di dare risposte su temi come: testamento biologico, disposizioni anticipate di trattamento, cure di fine vita, pianificazione condivisa delle cure».
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