Nasce la Carta di Pistoia sull’amianto, e cresce l’assegno per chi si ammala
La rendita annua a 15mila euro, aumentano le denunce per patologie sul lavoro
PISTOIA. Le conseguenze dell’esposizione all’amianto si combattono facendo squadra. Per questo ieri, nella sala Maggiore di Palazzo di Giano, sei sindaci di città la cui storia è tristemente correlata con quella dell’amianto hanno sottoscritto la Carta di Pistoia, promossa dal lavoro instancabile dell’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. E proprio il lavoro di squadra promosso da Anmil e da molti parlamentari di qualsiasi schieramento ha dato in questi giorni i suoi frutti, come ha detto il presidente regionale dell’Anmil Alessandro Grassini con delega territoriale su Pistoia: «La nostra proposta di aumentare la rendita annua a coloro che sono stati colpiti da mesotelioma è stata inserita nella legge di bilancio del 2023. I percettori fruiranno d’ora in poi di un assegno di 15. 000 euro annue invece dei 10. 000 euro come era stato finora». Dopo il saluto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, ad apporre la loro firma sotto il documento che promuove iniziative nazionali di sostegno a livello sanitario, legale e previdenziale per i lavoratori colpiti da malattie provocate dall’amianto, sono stati il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, quello di Casale Monferrato (già sede della tristemente famosa fabbrica Eternit) e i loro colleghi di Broni, in provincia di Pavia, Biancavilla, nei pressi di Catania, La Spezia e Monfalcone.
Città diverse da loro poste in regioni diverse e con amministrazioni locali magari di diverso orientamento ma tutte unite nella volontà di non lasciare soli coloro che stanno pagando con la loro salute gli effetti nefasti dell’esposizione a un minerale usato nelle nostre industrie e nei nostri cantieri edili con sin troppa disinvoltura, anche quando i primi studi segnalavano i suoi potenziali pericoli. Secondo dati forniti dall’Anmil, a Pistoia nel quinquennio 2017-2021 i tumori professionali denunciati sono stati 63 e 36 di essi hanno avuto il riconoscimento da parte dell’Inail. La quasi totalità di questi, sono dovuti alla sovraesposizione all’amianto. La provincia di Pistoia quindi, con il 57, 1% è la provincia toscana con i più alti riconoscimenti positivi da parte dell’Inail. Se dunque qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta, tanto altro resta da fare, come ha detto il responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl Toscana Centro Pierluigi Faina: «Occorre fare di tutto per eliminare l’amianto laddove ancora si trova. Ma, trovandosi in natura, dobbiamo da ora in avanti evitare di costruire in siti troppo vicini a fonti di esposizione».
Fra gli amministratori locali della provincia, era presente anche Fabrizio Nerozzi, consigliere comunale di Agliana con la delega alla sicurezza sui luoghi di lavoro: «Mi impegno sin da ora a promuovere una ricognizione su tutti gli edifici del territorio comunale, siano essi pubblici o privati. Questo, al fine di favorire ovunque la rimozione dell’amianto e di poter dichiarare Agliana comune “amianto free”». Soddisfatto per quanto fatto ma consapevole della molta strada ancora da fare Daniele Manetti, responsabile della commissione malattie professionali di Anmil: «Nell’intera Toscana ci sono state nel 2022 9256 denunce per malattia professionale. Un netto incremento rispetto al 2021, in cui erano state 8109. I lavoratori iniziano a prendere coscienza ma occorre un lavoro sempre più sinergico che coinvolga Asl, Inail e Anmil per fornire la giusta assistenza sanitaria e la giusta tutela pensionistica e previdenziale a chi è stato colpito da patologie professionali, in primo luogo da quelle provocate dall’amianto».
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