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Da Milano a Sanremo, Franco De Caria, il barbiere ultra-maratoneta, corre in memoria dell’amico scomparso
PISTOIA. C’è chi corre perché è competitivo di natura e punta con tutte le proprie forze a migliorare record personali e prestazione. Oppure c’è chi lo fa allo scopo di ritrovare se stesso. Ma poi c’è chi si vuole mettere in gioco e allo stesso tempo onorare la memoria di un amico fraterno. È il caso di Franco Di Caria, classe 1969, che, dopo una vita ludico-agonistica passata fra i pali di tante società amatoriali di calcio, appesi i guanti al chiodo, ha scoperto nel percorrere grandi distanze la vera essenza del quotidiano e un certo equilibrio interiore, spronato in questa avventura dal suo mentore Luca Baccini, scomparso prematuramente lo scorso anno. Una persona fondamentale nel trasmettergli il piacere della fatica e dello stare in compagnia correndo, magari cantando, senza badare al cronometro. In virtù di tali e tanti insegnamenti, Franco, parrucchiere di professione a Pistoia, in viale Macallè, e ultra-maratoneta per pura passione, dopo numerose classiche del settore (Pistoia-Abetone, la Cento chilometri del Passatore e via discorrendo) ha deciso di cimentarsi, lo scorso weekend, sui 285 chilometri della Milano-Sanremo, competizione dal più lungo chilometraggio in questo genere di kermesse a livello europeo.
Una cinquantina gli ardimentosi ai nastri di partenza, provenienti non solo dal vecchio continente. Per la maggior parte di loro, a parte il gruppetto dei favoriti, l’importante era tagliare la linea del traguardo. Solo 30 ci sono riusciti, fra i quali l’indomito barbiere pistoiese, ben supportato da una crew fidata e eccezionale composta da Gianluca Capo, Luca Minelli, Massimo Tuci, Vincenzo Panariello e Paolo Gaggini, pronti ad aiutarlo alla bisogna. Partito nel mattino di sabato, Franco ha chiuso le proprie fatiche 53 ore dopo, dormendo 5 minuti per ciascuna notte e fermandosi solo il tempo necessario per riprendersi da una brutta congestione patita a metà percorso.
Non c’è una parte del corpo che non li faccia male, a due giorni dalla titanica impresa, ma non è mai stato cosi contento e soddisfatto.
«È un sogno che si realizza – spiega stremato quanto raggiante – e ci tengo particolarmente a ringraziare, oltre alla mia fantastica squadra, tutti coloro chi mi hanno incitato durante la gara. E poi c’era sempre lui, Luca Baccini. L’ho “sentito” al mio fianco per tutto il percorso fino al mare di Sanremo. Annalisa, sua moglie, quando ha saputo della mia intenzione di partecipare a questa corsa mi ha regalato una maglietta con la scritta’ “Baccio 52”, con cui ho finito la mia piccola grande camminata».
Da ieri Franco è tornato al lavoro. Deve reintegrare i chili persi, poi riprenderà i suoi tre consueti allenamenti settimanali, senza farsi mancare qualche tosta maratona domenicale o un aperitivo con gli amici. Sempre un passo alla volta e senza mai guardare il cronometro, come diceva Luca.
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