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Pistoia, mura crollate: il bar ha riaperto a pieno regime. L’assessore: «Non faremo altri lavori, l’area è in sicurezza»
Dopo il cedimento di dieci giorni fa in viale Pacinotti; Bartolomei: «Intervento finito qui»
PISTOIA. Ha riaperto a pieno regime da un paio di giorni il bar-ristorante Officine Coffedè di viale Pacinotti (all’altezza della Palazzina Coppedè e dell’istituto Einaudi), che una decina di giorni fa aveva avuto seri danni al tetto per il crollo durante la notte di una porzione di cinque metri sulla sommità delle mura urbane - terza cerchia - attaccate all’edificio privato, tra viale Pacinotti e via Zamenhof.
Il Comune di Pistoia ha risolto a stretto giro la messa in sicurezza dell’area (nell’adiacente spazio verde ci sono ancora i calcinacci ammassati) con un incarico di somma urgenza da 15mila euro. «Non sono previsti altri abbattimenti di tratti delle mura a rischio cedimento e il posizionamento di parapetti o di reti di protezione, per noi i lavori sono conclusi qui», fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei.
Il Comune in sostanza ha deciso di stare a guardare nonostante i numerosi avvertimenti, soprattutto quelli dei vigili del fuoco sicuri che altre parti della terza cerchia muraria possano venire giù in questa zona della città. Questo perché l’azione delle piante infestanti certo non si ferma e anzi avanza inesorabile ogni giorno: è proprio per colpa dei tronchi e dei rami che scavano tra le pietre acciottolate, che le Officine Coffedè si sono viste arrivare sul tetto detriti e pietre, dovendo rinunciare per qualche giorno alla sala con 50 posti a sedere, questo per la sicurezza di tutti.
Resta comunque transennata una parte di marciapiede (e sono inutilizzabili almeno tre posti auto per disabili) sul lato di via Zamenhof, dove qualche pietra è caduta sull’asfalto e dove a inizio anno era avvenuto un episodio simile. Prima avvertenza di un cedimento in serie, che purtroppo pare essere cominciato.
Per ora (se Dio vuole) nulla di paragonabile al maxi crollo del 6 settembre 2020 in viale Arcadia (sempre terza cerchia di mura), quando a sbriciolarsi era stato un ampio fronte di una trentina di metri. Nessun ferito allora e neppure quest’ultima volta. Ma insomma non è il caso di stare così tanto sereni. C’è dunque da incrociare le dita.
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