Italia
Affare fatto: il ministero comprerà dal Comune le ex scuole Leopoldine
Dopo anni di tentativi tornerà a nuova vita lo storico edificio del centro
PISTOIA. Con un piccolo sconto l’affare andrà in porto. Il Comune si prepara a firmare il contratto di vendita del complesso delle ex scuole Leopoldine al Ministero dei beni culturali e ambientali (Mibac) al prezzo di un milione e mezzo di euro, 250mila euro in meno del valore previsto nel piano delle alienazioni approvato il 5 dicembre scorso.
I palazzi in questione, in realtà, sono due: le ex scuole Leopoldine propriamente dette e l’edificio confinante a nord, il cosiddetto “ex ospedale di San Jacopo in Castellare”, una parte del quale è l’attuale sede dell’Archivio di stato, in piazzetta delle Scuole normali. Le stime del Comune assegnavano alle prime un valore di 545mila euro e al secondo uno di un milione 250mila euro.
Quest’ultimo edificio è entrato solo a dicembre nella lista dei beni da vendere, mentre delle ex scuole Leopoldine sono anni che il Comune cerca di liberarsi. Tra il 2015 e il 2016, per ben due volte l’allora amministrazione Bertinelli cercò compratori con due bandi specifici, proponendo un valore dell’edificio di 900mila euro. Per quattro piani e 3.350 metri quadrati in pieno centro, una proposta interessante, visto che l’immobile delle Leopoldine, pur bisognoso di grossi interventi di ristrutturazione, consentiva, regolamento urbanistico alla mano, un’interessante possibilità di trasformazione in struttura ricettiva. In un angolo di centro storico destinato a valorizzarsi, con il recupero (sei anni dopo non ancora concluso!) del vicino complesso di San Jacopo in Castellare. Gli operatori immobiliari, però, non concretizzarono le loro manifestazioni di interesse (a detta dell’amministrazione ci furono).
Da ricordare che le ex Leopoldine ospitavano una scuola per fanciulle povere istituita nel 1782 dal granduca Leopoldo, dove si insegnavano cucito, tessitura e grammatica a bambine e ragazze dai 7 ai 18 anni. Dopo la seconda guerra mondiale l’edificio fu abbandonato e transitò nelle proprietà della Regione, che a sua volta lo cedette al Comune sulla base di una legge degli anni Ottanta, che ne vincolava uso e/o introiti a finalità di assistenza sociale.
Si arriva così al maggio dello scorso anno, quando a muoversi è il Ministero, che mette nero su bianco il suo interesse ad acquisire l’intero complesso dell’ex ospedale di San Jacopo in Castellare (una fetta del quale, come detto, è già affittato come sede attuale dell’Archivio di stato) più le ex Leopoldine a fianco. Lo scopo è quello di ampliare l’attuale sede dell’Archivio di stato, utilizzando anche fondi dell’onnipresente Pnrr. L’amministrazione Tomasi è favorevole: fa stimare i due beni e inserisce il primo (che non c’era) nel piano delle alienazioni: valore totale del complesso, un milione 795mila euro. Il Ministero a questo punto chiama in causa l’Agenzia del Demanio per una sua valutazione, che è di un milione per l’ex ospedale e di 545mila euro per le ex Leopoldine. La proposta è stata inviata in Comune il 13 gennaio scorso. Il valore è più basso di quello previsto, ma l’offerta «risulta comune vantaggiosa», dicono a Palazzo di Giano. Detto fatto, l’affare si farà: ora c’è da mettere solo nero su bianco il contratto.
Il Comune ne ricaverà oltre un milione e mezzo, che potrà però spendere solo per investimenti con finalità sociali, in base al vincolo di destinazione contenuto nell’atto di cessione con cui il Comune divenne proprietario degli immobili.
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