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Problemi accoglienza, nasce il comitato dei residenti: «Ora Vicofaro vuole ascolto»
Il presidente è Riccardo Saracini: «L’accoglienza non si fa così»
PISTOIA. Si è ufficialmente costituito in uno studio notarile di Pistoia il comitato dei residenti di Vicofaro. Il progetto, maturato alcuni mesi fa senza essersi mai concretizzato, ha avuto uno slancio dopo gli ultimi episodi di cronaca con protagonisti alcuni migranti.
Una convivenza difficile, quella del quartiere di Vicofaro - una serie di stradine densamente abitate intorno al viale Adua - con l’idea di accoglienza portata avanti negli ultimi anni da don Massimo Biancalani.
Il disagio, in una parte della popolazione, è cresciuto, fino a maturare nella decisione di costituire un comitato che in questa veste possa agire da interlocutore con le parti sociali. Con il Comune, la Regione, la prefettura, che nei giorni scorsi ha istituito un nuovo tavolo di concertazioni sul nodo migranti a Pistoia.
Presidente del comitato dei residenti è stato nominato Riccardo Saracini. Il gruppo, inizialmente formato da una dozzina di persone, si è esteso fino a comprenderne circa 30: «Oltre non vorremmo andare – spiega un altro residente, Gabriele Rafanelli – per poter avere un’operatività più fluida». E quali saranno le prime mosse? «Acquisire tutti gli atti di Comune, Asl e vigili del fuoco».
Un’ordinanza del dirigente comunale all’urbanistica datata 20 ottobre ha dichiarato inagibili la canonica e altri locali della parrocchia di Vicofaro. I sopralluoghi effettuati da vigili del fuoco avrebbero messo in luce gravi carenze nei sistemi antincendio e di sicurezza. Sul fronte sanitario è stata chiesta una derattizzazione e fatto notare il numero troppo basso di servizi igienici. «Abbiamo saputo che dovrebbe essere stata riallacciata l’acqua –dice Rafanelli – Sarebbe positivo, perché per un certo periodo è stata attinta da un pozzo. Un’unica fonte per 140 persone che ogni giorni gravitano intorno a Vicofaro».
Spesso i controlli sono stati dagli stessi residenti, anche se don Biancalani ha più volte precisato che l’ostilità non era di tutto il quartiere ma solo di alcune persone legate alla destra. Rafanelli rigetta la collocazione politica: «Siamo stufi di essere etichettati come razzisti. Tra noi ci sono persone con le idee politiche più diverse. Riteniamo che il progetto di accoglienza portato avanti in questi anni si sia dimostrato un fallimento. I giovani non sono assistiti e il loro numero è fuori controllo. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, alcuni giorni fa parlava di centri di accoglienza con non più di 50 migranti, qui ce ne sono il più del doppio». Alcuni residenti hanno incontrato il vescovo Tardelli: «La questione – sostiene Claudio Romagnini – è affrontata con troppo cuore e poco cervello». La diocesi ha ribadito che la voce dei residenti deve essere ascoltata, ma che i migranti non possono essere buttati in mezzo a una strada.
E mentre le telecamere di Rete 4, per la trasmissione “Diritto e rovescio” di Paolo Del Debbio, alcuni giorni fa si fermavano nelle case del nascente comitato per raccoglierne il dissenso, i volontari che da anni aiutano don Biancalani srotolavano uno striscione: “Vicofaro non si tocca”. «Nessuno vuole buttare questi ragazzi in mezzo a una strada – dicono dal comitato – ma noi riteniamo che l’accoglienza non si faccia così».
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