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Pistoia

La tragedia di Olmi

I colleghi di Leonardo: «Lo aspettavamo al centro ricerche, ci ha avvisati il babbo»

di Tiziana Gori
I colleghi di Leonardo: «Lo aspettavamo  al centro ricerche, ci ha avvisati il babbo»

Parlano i colleghi del giovane morto lunedì in un incidente stradale

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QUARRATA. «È stato il babbo di Leonardo, Henrich, ad avvisarci. Ci ha chiamato alle nove per dirci che Leo era morto».

Negli uffici della CreAi di via Galilei, a Sant’Agostino, è sceso il gelo. Se il padre del giovane di 22 anni che aveva appena perso la vita in un incidente stradale agli Olmi, sembrava non realizzare cosa fosse successo, altrettanto è stato per i colleghi di lavoro del Centro ricerche e Attività industriali.

Leonardo lavorava al CreAi da maggio: «Era entrato poco prima dell’estate – spiegano due colleghi, Marco e Massimiliano – Ci occupiamo di progettazione meccanica, Leonardo era un disegnatore».

Una squadra giovane, quella della CreAi, nato nel 1986 come studio per mano dell’ingegner Roberto Calamai. Il Centro si è da poco trasferito da via Mazzini a via Galilei, nelle vicinanze della Call & Call. Ha una ventina di dipendenti, con un’età media inferiore ai 30 anni. Marco e Massimiliano si guardano e dicono, accennando un sorriso: «Crediamo che Leonardo si trovasse bene in questo ambiente». Un ambiente giovane con persone semplici unite dalla passione per la meccanica. Disponibili ogni tanto a smorzare la fatica del lavoro con una battuta di complicità.

Lo aspettavano, ieri mattina, ma non è mai arrivato. E alle nove la telefonata che li ha lasciati sconvolti: «Non sapevamo cosa dire. Il babbo di Leo ha avuto la lucidità e la forza di avvisarci di quello che era successo. Noi abbiamo informato l’ingegner Calamai (che è amministratore delegato, ndr) e lui ha contattato la famiglia per porgerle le condoglianze del Centro ricerca. Siamo immensamente dispiaciuti».

Leonardo Michelozzi percorreva la via Fiorentina in sella alla sua Ducati Monster quando, per cause in corso di accertamento da parte della polizia municipale, incaricata dei rilievi, si è scontrata con una Polo Volkswagen che – in base alla ricostruzione dei fatti – stava attraversando la via Fiorentina da una strada laterale, via Ugo Schiano.

Via Schiano si trova, in linea d’aria, di fronte alla Cieffe filati. Alla guida della Polo vi era infatti un dipendente della ditta, di 39 anni. L’urto tra la Polo e la moto, avvenuto all’altezza della parte posteriore destra dell’auto, non ha prodotto grossi danni al mezzo. E anche la moto è rimasta praticamente intatta. È slittata per un centinaio di metri in avanti rispetto al punto dell’incidente. Per Michelozzi invece, è stato evidente fin da subito che la situazione era disperata.

Sarà l’autopsia, disposta dal pubblico ministero di turno, Chiara Contesini, ad accertare le cause del decesso. L’esame autoptico sarà eseguito giovedì all’ospedale San Jacopo.


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