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Raccolta differenziata in tilt: Alia “licenzia” la cooperativa
Da metà settembre il servizio sarà affidato a un’altra azienda
PISTOIA. Da inizio agosto a oggi, al comune di Pistoia sono giunte circa cinquecento segnalazioni di cittadini con il dente avvelenato per la scarsa efficienza della raccolta dei rifiuti porta a porta. Anche in virtù di queste proteste, la cooperativa a cui Alia aveva appaltato questo servizio ha dovuto lasciare l’incarico. I mezzi che aveva a sua disposizione si sono rivelati insufficienti per svolgere un compito così delicato, che si intreccia inevitabilmente con le questioni dell’igiene pubblica e del decoro cittadino.
Il suo posto verrà preso da un’altra cooperativa, che subentrerà intorno al 15 di settembre. Per altre tre settimane circa, si prevedono quindi forti disagi per i cittadini pistoiesi, soprattutto adesso che la maggior parte di loro è rientrata dalle ferie.
«Il nuovo soggetto chiamato a svolgere questo compito – spiega l’assessore all’Ambiente Gabriele Sgueglia – ha una dotazione tecnica migliore, per cui ci aspettiamo che il servizio verrà svolto secondo criteri di massima efficienza. Come amministrazione comunale avevamo già fatto i nostri passi circa tre settimane fa, quando, con una lettera di diffida ufficiale, avvertimmo Alia dei disservizi».
Per tutto agosto i social sono stati inondati da una quantità di lamentele pari alla quantità di rifiuti lasciata per strada e non raccolta.
«Sono ormai molte settimane – prosegue Gabriele Sgueglia – che l’ufficio competente gira ogni giorno ad Alia le segnalazioni dei cittadini. Una volta recepite le criticità, Alia si è comunque sempre attivata per ripristinare la normalità nel più breve tempo possibile».
Che la situazione della cooperativa che sta per passare la mano non fosse idilliaca, ne abbiamo avuto anche ampia testimonianza da un’esternazione di un suo dipendente che su Facebook: oltre a descrivere la pochezza dei mezzi tecnici a disposizione, dice, senza tanti giri di parole, che “deve mantenere assolutamente l’anonimato per paura di perdere il posto di lavoro”.
«La precarietà diffusa – dice Laura Sardelli, della Filcams Pistoia – genera atteggiamenti di paura come quello che traspare dalle parole dell’operatore della cooperativa. Oggi, la maggior parte delle cooperative di servizi applicano ai loro dipendenti o il contratto delle cooperative sociali o quello delle multiservizi. Si tratta di un inquadramento contrattuale di minor spessore economico rispetto a quello di cui fruiscono i dipendenti Alia, che godono del contratto nazionale per gli operatori ambientali».
Le minori gratificazioni economiche non devono tuttavia lasciare spazio a minori tutele normative.
«L’atteggiamento del lavoratore che teme per il suo futuro – prosegue Laura Sardelli – è e resta un pessimo segnale, più che altro perché fotografa il clima di questo periodo. Tuttavia la legge impone alla cooperativa che subentra l’obbligo di assorbire tutti i lavoratori della cooperativa che ha dovuto cedere la mano, sempre che l’orizzonte lavorativo sia lo stesso».
Infine, il cambio in corsa fra le due cooperative, se da un lato è una questione di pertinenza di Alia, dall’altro viene salutata con fiducia dall’assessore all’Ambiente: «Spero che la nuova cooperativa faccia tesoro delle carenze della vecchia e si muova nella giusta direzione».
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