Il Tirreno

Pistoia

«La Tesi non ha debiti verso nessuno»

I legali dell’azienda presieduta da Fabrizio Tesi intervengono dopo il rinvio a giudizio: operato limpido e rispetto delle leggi

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PISTOIA. «La Giorgio Tesi Vivai non ha posizioni debitorie verso alcuno, soprattutto verso i creditori dell’impresa Bruschi».

Si è presa tre giorni di tempo, l’azienda vivaistica presieduta da Fabrizio Tesi dopo il rinvio a giudizio deciso venerdì dal gup per il fallimento del vivaio “Sandro Bruschi”. Si è presa tre giorni e poi ha risposto tramite il proprio legale. Il giudice venerdì ha disposto il rinvio a giudizio (il prossimo 10 novembre davanti al tribunale collegiale) per Sandro Bruschi e Fabrizio Tesi, assieme ai professionisti Marco Cappellini e Lorenzo Marchionni, che curarono le trattative e i contratti tra i due, ritenuti dalla procura solo un espediente per sottrarre il patrimonio dell’azienda, poi fallita, ai creditori.

Al contrario, sostiene Andrea Ferrini, legale di Fabrizio Tesi, «l’ingente sforzo della Tesi, sia personale che economico, che ha permesso in questi anni di mantenere in vita e pienamente commerciabili i vivai della società fallita – altrimenti destinati alla completa distruzione nel giro di pochi mesi – garantisce oggi ai creditori della Bruschi di soddisfare le proprie ragioni. Circostanza che non è smentita né smentibile».

«La vasta eco di quanto accaduto nel corso di questi anni ha necessitato di una chiara presa di posizione dell’azienda – sostiene Fabrizio Tesi – per dimostrare la correttezza del nostro operato nella vicenda Bruschi e devo dire che, finalmente, ci sarà modo di spiegare sia in sede di giudizio che di fronte all’opinione pubblica quanto sostengo e sosteniamo dall’inizio di questa sfibrante vicenda. Naturalmente rimane un po’ di amarezza per l’esito dell’udienza preliminare ma siamo ancora più fiduciosi della bontà dell’esito finale».

«Negli accordi presi con la società fallita – continua l’ufficio legale di Tesi – ha garantito la piena occupazione di tutti i dipendenti della Bruschi pagando loro anche gli arretrati e gli oneri previdenziali.

«La Tesi Vivai non solo ha mantenuto ma ha anche “valorizzato” il compendio dei vivai Bruschi e questo non è il convincimento o il vaniloquio di una parte interessata, ma lo si legge negli atti della procedura concorsuale che riguarda la Bruschi, dove gli stessi giudici indicano che tale è stato l’apporto dato dalla “Tesi” ai Vivai Bruschi. Quali, poi, fossero i reali valori delle aziende Bruschi al momento della stipula degli atti “incriminati”, lo ha fatto capire la stessa curatela del fallimento che ne ha stabilito un valore dieci volte inferiore a quello indicato, originariamente, dai consulenti della procura».

«Francamente pensavamo di avere tutti gli elementi in fatto e in diritto per poter addivenire ad una sentenza di non luogo a procedere – sostiene Ferrini – anche perché le pronunce del giudice delegato del fallimento Bruschi e dello stesso tribunale, si erano espresse in maniera del tutto collimante con le nostre tesi difensive e opposte a quelle della procura».

La linea prospettata in giudizio dall’azienda, peraltro, si inseriva nel solco della più vasta prospettiva difensiva portata avanti, ormai da molto tempo, dagli avvocati Andrea Niccolai e Sabrina Simone, nonché per gli altri presunti concorrenti dai legali Lorenzo Zilletti e Valerio Spigarelli. «Rimane, comunque, fermo il convincimento di aver operato nel rispetto delle leggi e della correttezza imprenditoriale e si è certi che un ulteriore approfondimento non potrà altro che confermare questo assunto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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