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Futuro verde per l’inceneritore Le assicurazioni del Cis

Giancarlo Fioretti
L’inceneritore di via Tobagi, a Montale, in una foto notturna (Gori)
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L’inceneritore di via Tobagi, a Montale, in una foto notturna (Gori)

«Una possibile soluzione è lo smaltimento degli scarti tessili di Prato» Parla l’amministratore Edoardo Franceschi. Saltata la commissione di domani

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MONTALE. Il futuro del grande impianto di termovalorizzazione e smaltimento rifiuti di via Walter Tobagi, di proprietà del Cis (la società pubblica dei Comuni di Agliana, Montale e Quarrata) , sarà all'insegna della riconversione ecologica. Non ha dubbi su questo l'amministratore unico Edoardo Franceschi, chiamato a gestire questa delicata fase di transizione in vista dell'abbandono della soluzione termica.

Il manager avrebbe spiegato alla cittadinanza l'evoluzione della struttura che gestisce da oltre dieci anni durante la commissione consiliare congiunta già convocata per domani, ma un improvviso problema di salute ha imposto il rinvio dell’appuntamento. L’iniziativa era nata per input dei consiglieri di opposizione Alberto Fedi (centrodestra per Montale) e Barbara Innocenti (Insieme per Montale).

«Trovo giustissimo che la popolazione residente si interessi del futuro del nostro impianto – afferma Edoardo Franceschi – e io sarò ben lieto di poter fornire ogni risposta chiarificatrice. La combustione non farà più parte del nostro orizzonte. Questo mi sento di poterlo affermare senza ombra di dubbio. Nei prossimi mesi tuttavia, dovremo decidere la tipologia dei rifiuti da trattare e, di conseguenza, il procedimento da seguire per poterli trasformare in opportunità».

Quello che però l'amministratore delegato tiene a precisare, è che l'impianto di Montale sta funzionando entro i parametri indicati dalla legge, risultando inoltre un'ottima alternativa energetica in questo delicato momento storico in cui i prezzi del gas e degli altri combustibili è salito alle stelle.

«Ogni anno – puntualizza Edoardo Franceschi – vengono trattate 52.000 tonnellate di rifiuti, fra rifiuti urbani trattati (privi cioè di residuo ferroso, nda) e rifiuti indifferenziati. Abbiamo due linee di termovalorizzazione, che vengono usate a seconda dei rifiuti che dobbiamo conferire e veniamo riforniti costantemente dal consorzio Alia, che si occupa della loro raccolta».

Con una punta di orgoglio, l'amministratore unico del Cis fa notare che «l'impianto di produzione di energia elettrica collegato alla caldaia di combustione, produce 27.000 megawatt di energia elettrica; se ne togliamo 4.950 di autoconsumo, riusciamo comunque a immetterne in rete oltre 22.000».

Per ciò che concerne la sicurezza dell'impianto, il massimo dirigente non ha dubbi. «L'Arpat, l'agenzia regionale per la tutela ambientale della Toscana, effettua controlli severi e periodici, che hanno sempre attestato il nostro rispetto dei parametri di legge. Entrambe le linee di produzione emettono una quantità di diossina pari a 0,0073 picogrammi , mentre il limite è di 0,1».

Per il futuro, una delle opzioni possibili è che il Cis di Montale venga usato per lo smaltimento degli scarti tessili della vicina industria del distretto pratese. In questo caso, si passerebbe dalla combustione alla pirolisi, che è un processo di decomposizione termochimica ottenuto mediante l'applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante, normalmente l'ossigeno. Si otterrebbe così una sorta di “carbone green” da utilizzare per la produzione di elettricità.

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