Il Tirreno

Pistoia

l’appuntamento 

Tornano a Pistoia i resti dell’auto della scorta di Falcone

Tornano a Pistoia i resti dell’auto della scorta di Falcone

La “Quarto Savona 15” sarà esposta in piazza del Duomo il 4 aprile per ribadire il no alla mafia

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Pistoia si prepara a ospitare, ancora una volta, un evento di grande portata sul fronte dell’impegno civile, di cui la comunità ha sempre dato prova negli ultimi anni partecipando con passione a iniziative contro ogni mafia e contro il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata: accoglierà, per la seconda volta in pochi anni, quello che è diventato, a tutti gli effetti, un monumento itinerante, simbolo del sacrificio estremo di chi ha dato la vita per proteggere gli altri.

Il 4 aprile tornerà in città, dopo la tappa del maggio 2017 della “Memoria in marcia”, la “Quarto Savona 15”, quello che resta dell’auto sui cui viaggiavano gli uomini della scorta del giudice Giovanni Falcone. Resti che sono chiusi in una nuova teca realizzata anche grazie al contributo di enti e fondazioni pistoiesi.

La giornata vedrà due momenti: la presentazione della nuova teca, che custodisce i resti dell’auto di scorta, in piazza del Duomo, alle 11,30, e il convegno sulla riforma dell’ergastolo ostativo che sarà in Sala Maggiore, alle 15,30. Una giornata promossa dalla sottosezione dell’Associazione nazionale magistrati di Pistoia e dal Gruppo avvocati biblioteca del tribunale di Pistoia, in collaborazione con l’Associazione Quarto Savona Quindici.

Alle 11,30 in piazza Duomo, incontreranno gli studenti della provincia e i cittadini, l’ex procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli e Tina Montinaro, moglie del caposcorta Antonio Montinaro.

Il 23 maggio 1992, la Fiat Croma blindata, su cui viaggiavano i poliziotti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo e che faceva da scorta all’auto di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, fu investita in pieno dalla deflagrazione dell’ordigno preparato con 500 chilogrammi di tritolo e fu ritrovata in un uliveto a centinaia di metri di distanza dal luogo dell’attentato. La nuova teca è stata realizzata perché possa portare in viaggio per il Paese i resti dell’auto e continuare ad affermare il valore della memoria e dell’impegno contro la criminalità organizzata. Un simbolo unico, toccante, davanti al quale i cittadini potranno raccogliersi per l’intera giornata di lunedì, in piazza del Duomo. Nell’occasione, grazie all’interessamento del i carabinieri di Pistoia del raggrupamento biodiversità, faranno dono alle scuole intervenute, e a quelle che faranno successiva richiesta, di una talea ricavata dall’ “Albero di Falcone”, il ficus magnolia cresciuto davanti alla casa del giudice assassinato, a Palermo.

Alle ore 15,30, in comune, il convegno “Fine pena, quando? ”, sulla riforma dell’ergastolo ostativo.

«Le nostre associazioni intendono sensibilizzare cittadini e istituzioni affrontando la delicata e complessa materia della riforma della disciplina della concessione dei benefici penitenziari, come la liberazione condizionale, ai soggetti condannati all’ergastolo per reati cosiddetti ostativi, quale l’associazione mafiosa, anche senza che ci sia stata collaborazione con la giustizia – spiegano il presidente della sottosezione Anm di Pistoia Luigi Boccia e il responsabile del Gruppo biblioteca avvocati Nicola Caldarulo – Come è noto il legislatore è stato chiamato a porre mano alla riforma a seguito della decisione della Cedu e poi della Corte Costituzionale che, con l’ordinanza numero 97/2021, ha fissato come termine per l’approvazione della riforma il prossimo 10 maggio».

Il convegno sarà moderato da Paolo Borrometi, scrittore e giornalista, vice-direttore dell’Agi, e vi parteciperanno Gian Carlo Caselli, Tina Montinaro, l’avvocato Maria Brucale (componente del direttivo di “Nessuno tocchi Caino”), il prefetto Francesco Messina (direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato) e il professor Roberto Bartoli (ordinario di diritto penale all’Università di Firenze) .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani