Coldiretti dona un ulivo all’istituto agrario: «È simbolo di pace, ambiente e sviluppo»
Questa mattina la cerimonia al De Franceschi-Pacinotti. Fabrizio Tesi: «Questa è la nostra Grande Bellezza»
PISTOIA. Nella ventiduesima Giornata dell’albero nelle scuole Coldiretti Pistoia dona un ulivo all’istituto agrario De Franceschi-Pacinotti di Pistoia. Doveva essere una festa, ma la guerra l’ha trasformata in una iniziativa ancora più intensa: un ulivo, laddove si formano le nuove leve dell’agricoltura, un simbolo plurimo di quel che servirebbe: pace e ambiente sano, sviluppo economico sostenibile.
«Abbiamo optato per l’ulivo dopo che il nostro quotidiano è stato ‘invaso’ da una guerra che ritenevamo, sbagliando, uno strumento passato – spiega Michela Nieri, responsabile di Coldiretti Donne Impresa di Pistoia –. Un carico di preoccupazioni che abbiamo voluto condensare in un auspicio: stop all’occupazione al conflitto russo-ucraino con il suo carico di bombe e di morte».
L’albero sarà piantato questa mattina nell’istituto Barone De Franceschi. Nei decenni l’istituto agrario di Pistoia ha formato all’agricoltura centinaia e centinaia di ragazzi pistoiesi, poi diventati imprenditori agricoli. «Un atto, un investimento verso il futuro – aggiunge Nieri – ora che anche le vicende internazionali stanno riportando d’attualità l’aumento del tasso di autosufficienza alimentare. Formare le nuove leve dell’agricoltura diventa strategico, per questo vogliamo che le scuole agrarie della provincia, di Pistoia e Pescia, acquistino un ruolo sempre più rilevante».
Ma l’ulivo è, spiega Coldiretti Pistoia, simbolo anche del paesaggio toscano. A Pistoia sono 7 mila gli ettari ad uliveto che sono a rischio: i cambiamenti climatici e la struttura proprietaria degli uliveti rendono sempre più difficile la gestione di un patrimonio inestimabile.
«Questa è la nostra ‘grande bellezza’ e ricchezza – spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia – ma occorre investire per mantenere il patrimonio di piante, con sistemi irrigui che rispondano alle mutate condizioni climatiche, stimolando misure che evitino l’abbandono degli uliveti. Occorre favorire il mantenimento produttivo degli uliveti, agevolando il passaggio di proprietà degli uliveti a imprenditori agricoli che traggano reddito dalla produzione dell’extravergine. Come sempre nella storia, il paesaggio è modellato dall’uomo, producendo benessere e, nel caso della campagna toscana, bellezza: un esempio di economia sostenibile d’eccellenza che deve rinnovarsi».
La presenza di colline produttive e belle serve anche per dare ossigeno al tutto il nostro Pianeta, contrastando gli effetti negativi del cambiamento climatico, e preservando la salubrità della Terra. L’aumento delle temperature impone la piantumazione di milioni alberi nelle aree urbane. Ma i problemi ci sono anche nei boschi, che crescono in superficie ma in ‘malo modo’.
La superficie boschiva italiana è aumentata in 10 anni di circa 587.000 ettari, per complessivi 11 milioni di ettari che si sono dimostrati però molto vulnerabili al degrado e agli incendi, perché è mancata l’opera di prevenzione nei boschi che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati infatti vere giungle ingovernabili. «Pistoia – ricorda Coldiretti – ha un ruolo essenziale perché, nel 'Giardino d'Italia', 5.000 ettari di vivai, da sempre sono coltivate varie specie di alberi che meglio catturano anidride carbonica, dal Ginkgo biloba al Tiglio, pronti per essere messi a dimora, perché producano utilità nei prossimi decenni».
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