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l’appello 

Coniugi sotto sfratto: «Pronti a pagare per una casa dignitosa»

Federico Librere e Silvia Cambi
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Federico Librere e Silvia Cambi

Il 21 marzo scade la proroga dello sfratto che hanno già ottenuto dalla Spes. Silvia Cambi, 47 anni, e il marito Federico Librere, 55, dovranno abbandonare l’appartamento in via Capitini alle Fornaci dove vivono dal 2002

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PISTOIA. Il 21 marzo scade la proroga dello sfratto che hanno già ottenuto dalla Spes. Silvia Cambi, 47 anni, e il marito Federico Librere, 55, dovranno abbandonare l’appartamento in via Capitini alle Fornaci dove vivono dal 2002. Entrambi lavorano, possono permettersi un affitto sul mercato, ma finora non hanno trovato nulla. E quando pensavano di esserci riusciti, pochi giorni fa, sono finiti vittima di una truffa che è costata loro 900 euro senza avere niente in cambio. Federico lavora nella ristorazione, anche Silvia ha un lavoro ma le sue condizioni di salute non sono buone, per via di una bronchite asmatica che le pessime condizioni dell’appartamento dove vivono, alle Fornaci, non ha certo contribuito a migliorare.

Proprio il degrado dell’alloggio pubblico in cui la coppia vive da tempo è alla base dello sfratto che incombe sulle loro teste. «La nostra casa – spiega Federico Librere – è piena di umidità, in certi punti le pareti sono nere a causa dell’umido e della muffa. Il “cappotto” che la Spes ha realizzato negli anni scorsi attorno al nostro palazzo, ha finito con il sigillare i muri, provocando una condensa che si accumula sulle pareti».

Librere racconta di aver cercato in tutti i modi di parlare con il Comune e con la Spes della pessima situazione del loro alloggio, ma di non aver trovato mai ascolto. «Allora – dice – stanco di essere ignorato, ho iniziato a non pagare l’affitto. Ho sbagliato, lo so, ma davvero non sapevo più come fare».

Il problema è che la famigliola è finita così nel gorgo dei casi di morosità, che la Spes ha iniziato a verificare con la massima attenzione. Nel loro caso, lo sfratto è scattato inesorabile. I vigili urbani hanno già bussato il 4 marzo alla casa di Federico e Silvia, proprio nei giorni in cui era sfumata la possibilità di trovare un alloggio con un affitto contenuto: come detto, era una vicenda assai poco chiara, che i due coniugi hanno regolarmente denunciato ai carabinieri come truffa.

Ma proprio grazie a quel contrattempo, i due hanno ottenuto una breve proroga, che però il 21 marzo scadrà.

«Quello che adesso chiediamo alla città – dice Federico – è solo di avere un alloggio decente. Pubblico o privato, non fa differenza: garantiamo di pagare regolarmente l’affitto. Ma bisogna ora che qualcuno ci dia una mano, non abbiamo altre vie d’uscita».



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