Il Tirreno

Pistoia

Piano per salvare l’area sportiva abusiva

Fabio Calamati
L’area sportiva gestita dall’Us Ramini (Foto Nucci)
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L’area sportiva gestita dall’Us Ramini (Foto Nucci)

Strutture e campi (tranne quello principale) dell’Us Ramini non sono in regola, ma il Comune cerca una soluzione

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PISTOIA. Buona parte dell’area sportiva di Ramini, base operativa dal 1965 dell’Unione sporting Ramini, una delle più importanti società pistoiesi di calcio giovanile, è abusiva e rischia di essere demolita, rendendo impossibile la prosecuzione dell’attività a centinaia di ragazzi. Proprio per questo la giunta Tomasi, con un provvedimento innovativo, sta cercando di salvare, sia pur temporaneamente, il cuore dell’attività dell’Us Ramini. Della convenzione per salvare la vita all’area si parlerà nel consiglio comunale di oggi.

Ma perché si parla di strutture abusive? L’anno fondamentale è il 2013, quando la destinazione urbanistica dei terreni – di proprietà della parrocchia di San Niccolò – cambia: da area sportiva a terreni agricoli. Così c’è scritto nel regolamento urbanistico attualmente in vigore, che fu approvato proprio quell’anno.

La conseguenza è ovvia: il campo di calcio principale si salva, perché realizzato in precedenza, così come alcune altre strutture. Mai tre nuovi campetti, di cui uno coperto, alcuni box prefabbricati usati come direzione, uffici e magazzino, altri prefabbricati che ospitano spogliatoi, depositi per attrezzature sportive e anche un bar, sono da considerarsi abusivi, in quanto nati dopo il cambio di destinazione dei terreni. Proprio per questo il 4 maggio 2020 i vigili urbani, guidati da un esposto scritto da chi evidentemente era al corrente della situazione, compilarono un verbale che rileva l’esistenza di ben dodici opere edilizie non autorizzate. Ne seguì (19 marzo 2021) l’ inevitabile ordinanza di demolizione da parte dell’amministrazione comunale.

L’Us Ramini chiese però la sospensione del provvedimento: con le demolizioni, si renderebbe di fatto impossibile continuare l’attività sportiva, con grave danno per le centinaia di bambini e ragazzi che militano nelle squadre della società.

Un ragionamento che trovò orecchie sensibili negli uffici comunali, tanto che la sospensione venne accordata nel maggio 2021. Iniziò allora un fitto confronto tra amministrazione comunale e società per trovare una via d’uscita ragionevole, che salvasse l’attività sportiva ma non sembrasse una sanatoria surrettizia di opere abusive (per le quali, oltretutto, il presidente della società è stato denunciato).

Si arriva così all’accordo, messo in piedi dall’attuale dirigente del servizio urbanistica Giacomo Dardi, che non fa mistero di aver frequentato, da giovane, i campetti dell’Us Ramini. Innanzi tutto alcuni abusi (la copertura di uno dei campetti e un’aula ricreativa) sono già stati demoliti. Per tutto il resto, considerato indispensabile all’attività sportiva, viene proposto un lasciapassare temporaneo, in considerazione del valore sociale dell’attività svolta. Il tutto in attesa dalla scelta che sarà contenuta nel nuovo strumento urbanistico, pronto a fine 2022 o inizio 2023. Se sarà ripristinata la destinazione ad area sportiva, l’Us Ramini potrà realizzare nuove strutture finalmente legittime; se la destinazione rimarrà agricola, la società dovrà limitarsi ad operare negli spazi originari, quelli legittimi, oppure abbandonare tutto. In un modo o nell’altro, con l’approvazione del nuovo strumento urbanistico (che, per la cronaca, si chiama Piano Operativo) i manufatti abusivi dovranno essere abbattuti. Se tardasse l’approvazione, comunque l’accordo Comune-Us Ramini ha una durata di tre anni e non di più. Ultimo obbligo per la società sportiva, ottenere i visti igienico-sanitari per gli spogliatoi, che anche se abusivi devono comunque essere a norma.

A spiegare i termini dell’accordo ai consiglieri comunali, il 22 febbraio scorso in commissione 2, è stato lo stesso assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi, che ha difeso la validità dell’accordo, sottolineando che consentire il proseguimento dell’attività sportiva ad una società storica come l’Us Ramini è una scelta politica condivisibile. Tra i consiglieri di minoranza, però, sono emersi diversi dubbi e perplessità. L’approvazione della convenzione, però, non dovrebbe verosimilmente correre rischi.

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