Il presidio
Il neo presidente Becagli: «Giostra? Noi ci speriamo»
Dopo due edizioni saltate a causa del Covid, il Comitato cittadino è al lavoro «Ma il nostro primo obiettivo è quello di ricucire il rapporto tra la città e i Rioni»
PISTOIA. Tra gli eventi maggiormente fustigati dalla pandemia c’è sicuramente la Giostra dell’Orso, ferma sia nel 2020 che nel 2021. L’auspicio del Comitato cittadino di Pistoia è certamente quello di riportare i cavalli in Piazza del Duomo il prossimo 25 luglio, nonostante la recrudescenza del Covid-19 costringa a procedere con una certa prudenza.
«La nostra intenzione è quella di far correre la Giostra dell’Orso 2022 – afferma Francesco Becagli, eletto presidente del Comitato cittadino di Pistoia lo scorso dicembre – crediamo che sia un obiettivo fattibile, ma in assenza di nuovi decreti del governo siamo costretti a temporeggiare. Ad oggi tutte le cose che avevamo programmato, come il Carnevale e l’avvicinamento alla Giostra, dovranno essere riconsiderate».
Mentre le attività languiscono all’ombra del Covid, il Comitato ha comunque avviato un importante percorso di ristrutturazione interna. «Ci stiamo iscrivendo al terzo settore, rivedendo un po’ l’organizzazione burocratica del Comitato cittadino – continua il presidente Becagli – e presto presenteremo al Comune di Pistoia una campagna di sensibilizzazione rispetto alla realtà dei Rioni. È un lavoro sommerso che magari non si vede, ma è fondamentale per arrivare a un cambio di mentalità».
Un cambio di mentalità che deve investire la città in ogni sua parte, dai comuni cittadini ai consigli dei quattro Rioni, riportando in vita la mentalità rionale che in questi anni è andata progressivamente scemando. «La questione centrale è quella della partecipazione – prosegue il presidente – i cittadini dovrebbero spingere per entrare a far parte dei Rioni e questi ultimi dovrebbero spingere affinché il maggior numero di persone possibile partecipi alla loro organizzazione. Tenere in vita un Comitato senza personale è impossibile, per questo c’è bisogno di un’apertura. Ora come ora tra la città e chi gestisce i Rioni c’è una profonda spaccatura».
Ma quello della partecipazione non è l’unico scoglio che il Comitato deve superare. A rendere difficoltose le attività c’è anche il peso della burocrazia e la mancanza di spazi a disposizione dei singoli Rioni. «Per quanto possibile – aggiunge Becagli – sarebbe necessario un alleggerimento della burocrazia che sovrintende agli eventi folklorici. In più, sarebbe importante che il Comitato cittadino e i Rioni avessero una sede fissa, perché senza spazi e luoghi di aggregazione non si va da nessuna parte. Il Comitato cittadino dovrebbe essere la spina dorsale di un sistema ben radicato nel territorio, attivo 365 giorni l’anno. Oggi, purtroppo, i Rioni esistono soltanto in funzione di associazioni collaterali come quella degli Arcieri del Micco».
Un chiaro messaggio rivolto all’amministrazione comunale, alla quale si chiedono maggiore attenzione e coraggio. «Con il Comune e l’assessore Alessandro Sabella c’è dialogo – conclude Becagli – ma spesso ci si scontra con una burocrazia che va al di là della semplice volontà politica. Questo però non può essere una ragione per il non fare, anche perché queste difficoltà sono comuni a tutta Italia».
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