Il presidio
Ricordando Liana «Auschwitz è dentro di noi»
PISTOIA. Ci sono parole che scorrono via senza lasciare traccia e altre che invece hanno la capacità di segnare profondamente chi le ascolta. Avvicinandosi al Giorno della Memoria, il 27 gennaio, il tema è particolarmente significativo.
Appartengono sicuramente alla seconda categoria le parole che Liana Millu, una reduce da Auschwitz, scomparsa nel 2005, seppe rivolgere agli studenti e alle studentesse dell’allora istituto d’arte Petrocchi, che nel 1997 realizzarono la mostra “Auschwitz - La memoria educante”. Una mostra che venne visitata da decine di classi, ai quali fecero da guida proprio coloro che l’avevano prodotta e allestita lavorandoci instancabilmente per un anno.
La figura di Liana Millu è ricordata da Mauro Matteucci, docente in pensione e presidente del centro Don Lorenzo Milani di Vicofaro. «Liana, come la chiamavano affettuosamente le studentesse del Petrocchi – scrive Matteucci – rivolgeva il suo messaggio particolarmente ai giovani, perciò fino ai suoi ultimi anni andò nelle scuole senza mai risparmiare energie. Continuò a scrivere lettere stupende ai miei allievi per quasi dieci anni, proprio perché credeva fermamente nella trasmissione dei valori della memoria e del rispetto della differenza. Costante, è sempre stato il suo richiamo ai principi di responsabilità e di resistenza etica di fronte al male».
«Questa grande educatrice – continua Matteucci – sapeva comunicare che Auschwitz non è un luogo remoto dell’orrore, ma è in ciascuno di noi, quando la prevaricazione non suscita più repulsione, ma si fa abitudine, quasi prassi quotidiana, silenzioso supporto che la vittima è responsabile della violenza subita e che l’abuso nei confronti della dignità umana è connaturato al nostro tempo».
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