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Una messa per ricordare la «piccola guerriera»
Mina, tre anni, è morta per un tumore all’ospedale di Siena .Fin dal 2020 la piccola lottava contro la malattia
PISTOIA. La notizia della scomparsa della piccola Mina, tre anni, uccisa da un tumore raro all’ospedale “Le Scotte” di Siena, ha suscitato un’enorme ondata di commozione e cordoglio nel quartiere di Candeglia, dove la piccola viveva con i suoi genitori e la sorellina. Nel quartiere tutti conoscevano la sua vicenda, il suo coraggio e la sua simpatia. E sicuramente in tanti vorranno essere presenti alla celebrazione che si terrà in sua memoria sabato 29 gennaio alle 16, nella chiesa parrocchiale di Candeglia, anche se data e ora attendono conferma ufficiale.
Sarà, quello, un modo per abbracciare ancora una volta Mina e la sua famiglia, che da sabato notte si sono chiusi nel loro terribile dolore. In attesa che da Siena arrivi il via libera alla restituzione del corpo alla famiglia e vengano prese le decisioni sull’ultimo saluto alla piccola, che potrebbe tenersi a Prato, dove la famiglia aveva a lungo abitato, prima di trasferirsi a Candeglia.
Mina lottava ormai da due anni contro un retinoblastoma all’occhio. Era stata sottoposta ad un intervento chirurgico e a ripetuti cicli di chemioterapia, che nei mesi scorsi erano sembrati regalare delle speranze alla piccola. Poi, alcuni giorni fa, le condizioni della piccola sono improvvisamente peggiorate. Il ricovero, le cure dei medici, che hanno subito avvertito i genitori della gravità della situazione.
Ma in tanti speravano che quella bambina, così vitale e coraggiosa, ce la facesse anche questa volta. Invece, sabato notte, il male ha avuto il sopravvento.
In questi due anni molte famiglie del quartiere si sono mobilitate per garantire un sostegno economico alla famiglia, soprattutto per i lunghi periodi di terapia a cui la «piccola guerriera», come l’avevano soprannominata, si era dovuta sottoporre, a Padova e poi a Siena, e durante i quali un familiare doveva rimanere con lei. Una solidarietà coordinata e guidata dall’associazione “Ridere per ricominciare” guidata da Filippo Fontana, commerciante molto noto a Candeglia. «Qui tutti sono rimasti colpiti da questa tragedia – dice – e non solo a Candeglia. Quando abbiamo fatto le raccolte, sono arrivati contributi da tutta Italia».
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