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Pistoia

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Temporaneamente rimossi dal servizio ottanta sanitari

Tiziana Gori

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pistoia. Trenta infermieri e 50 operatori socio-sanitari. È questo il numero degli operatori sospesi nelle ultime settimane nella sanità pubblica provinciale per la mancata vaccinazione booster, la terza dose.

«Complessivamente – informa Danilo Massai, presidente dell’Ordine degli infermieri di Firenze-Pistoia – ne abbiamo reintegrati 200 negli ultimi giorni, ma restano fuori dal lavoro ancora in più di 400 nelle due città». Nessuna volontà persecutoria, afferma Massai: l’Ordine doveva e deve adempiere all’ultimo decreto ministeriale in materia di vaccinazioni per il personale sanitario: il 172 del 27 novembre 2021, che diminuisce il periodo di validità per il Green pass da sei a quattro mesi, e concede al personale sanitario cinque giorni di tempo per rispondere alla Pec dell’ordine.

«Nella Pec – spiega Massai – si chiede il motivo della mancata terza dose, se c’è intenzione di vaccinarsi. Oppure se si è esentati o esonerati. E, in questi casi, è necessario presentare la relativa certificazione». Tra Firenze e Pistoia gli infermieri non in regola risultavano, a dicembre, addirittura 1. 364. Alla fine dei giorni concessi, non avevano risposto in più di 500, che sono stati sospesi. Tra la disperazione della dirigenza Asl, che deve fare i conti con il boom di contagi prodotto dalla variante Omicron e un personale allo stremo.

Due giorni fa il presidente della Regione Eugenio Giani ha annunciato l’assunzione di 174 infermieri a livello regionale: 129 a tempo indeterminato e 45 a tempo determinato. «Non abbiamo ancora i dati disaggregati – dice Massimo Ciuti (Cgil sanità) , sono 64 quelli in arrivo nell’Asl Toscana Centro». In base alle proporzioni delle città a Pistoia potrebbero toccarne una quindicina. Ancora pochi per il fabbisogno.

«Siamo allo stremo – commenta Francesca Terzaroli, del Nursind Pistoia (il sindacato degli infermieri, ndr) . Doppi turni, colleghi chiamati a spostarsi di notte in altri reparti e reparti temporaneamente chiusi per mancanza di personale. La fatica è tanta». Terzaroli sostiene che «il personale sanitario vuole, in larga parte, vaccinarsi. Non c’è stato un rifiuto del vaccino. Tanti sono stati presi alla sprovvista dalle nuove disposizioni. Non aiuta poi il fatto di non avere più le vaccinazioni intraospedaliere».

Duro il commento di Salvatore Sequino, segretario del Nursind Toscana Centro: «Siamo professionisti, ma soprattutto esseri umani. Non numeri. Comprendiamo il tentativo della Asl di garantire i ricoveri ordinari ma qualcosa non sta funzionando. Assistiamo a continui spostamenti del personale, con turni che si allungano, ferie che saltano e ansia che cresce. Ogni reparto conta in media uno o due operatori assenti perché contagiati. E in questa situazione l’Ordine non trova di meglio che sospenderci».

Tiziana Gori

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