Tamponi, boom di richieste nel Pistoiese. L’Asl: «Aumenteremo l’offerta»
Non ci sono posti per sottoporsi ai test nei due “drive through” in provincia. File nelle farmacie: vanno a ruba le mascherine Ffp2. «Ma le scorte ci sono»
PISTOIA. Non c’è posto per sottoporsi ai tamponi molecolari gratuiti effettuati dal servizio sanitario regionale, da prenotare con la ricetta medica. Il boom dei contagi a causa del dilagare della variante Omicron del Covid-19 ha provocato un cortocircuito nel sistema di tracciamento dei casi positivi (ne parliamo nell’articolo a fianco), e anche un repentino aumento della domanda dei test. Tanto che gli appuntamenti vengono fissati anche a distanza di una settimana, e molte persone finiscono per rivolgersi ai centri medici privati a pagamento (i prezzi arrivano anche a 90 euro).
Tamponi che in provincia di Pistoia vengono effettuati in due postazioni “drive through” (ovvero rimanendo seduti in auto): nella sede della Misericordia di Pistoia in via Bonellina, e nel parcheggio di via Maratona a Montecatini, dietro lo stadio comunale. La capacità attuale sul territorio è di 1.400 tamponi settimanali a Pistoia e 1.200 nell’area della Valdinievole. A questi si aggiungono anche i 1.200 tamponi antigienici rapidi garantiti da una cinquantina di farmacie (su 83) in provincia. «Stiamo lavorando per raddoppiare questa capacità di testing - annuncia Renzo Ricci, direttore del Dipartimento delle professioni tecnico-sanitarie dell’Asl Toscana Centro - a livello di Asl, in una settimana le ricette dei medici sono passate da 25.000 a 45.000. Stiamo dunque cercando di ampliare l’offerta dei tamponi (sono 49 i “drive through” attivi nell’area vasta, ndr), ma di pari passo deve aumentare anche la capacità dei laboratori di processarli. Poi siamo a corto di personale, di macchinari e di reagenti: non è semplice risolvere un’equazione simile».
Prese d’assalto anche le farmacie: le richieste di tamponi rapidi sono raddoppiate negli ultimi giorni, lo stesso vale per l’acquisto delle mascherine FFP2 (costano meno di 2 euro). «Siamo sollecitati sotto vari aspetti - afferma Andrea Giacomelli, presidente provinciale della Federazione dei farmacisti - da una parte i vaccini Pfizer nelle 35 farmacie convenzionate: siamo arrivati a un ritmo di 3.000 dosi al mese. Poi la richiesta di tamponi che è notevolmente aumentata per diversi fattori: la crescita dei casi positivi, le patologie influenzali che si diffondono in questo periodo e portano le persone ad avere paura di essere state contagiate, gli appelli a sottoporsi a tampone prima di fare una cena durante queste festività».
Le resse in farmacia si formano inoltre per acquistare le mascherine FFP2, rese obbligatorie dal Governo anche all’aperto e per svolgere diverse attività (come cinema e teatro): «Le domande sono in aumento ma le scorte ci sono, non creaiamo allarmi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
