Il Tirreno

Pistoia

dopo 13 anni 

Don Cipriano lascia San Marcello Sarà il parroco delle forze armate

Carlo Bardini
Don Cipriano lascia San Marcello Sarà il parroco delle forze armate

Ultima messa per il sacerdote: ho preso residenza a Spignana, tornerò ogni volta che mi sarà possibile

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Carlo Bardini

san marcello. «Anche i preti si emozionano e piangono». E non poteva essere altrimenti. Perché nel giorno in cui don Cipriano Farcas, dopo 13 anni di servizio sacerdotale sulla montagna pistoiese, celebrava la sua ultima messa nella chiesa di Gavinana, ieri mattina, si respirava tanta emozione e voglia di abbracciare colui che, per molti, non è stato solo una figura legata alla religione, ma anche un amico grazie al quale la parola comunità ha riacquistato il suo valore originale.

Già da alcuni mesi si sapeva che “don Cip”, come lo chiamano i più intimi, sarebbe andato via per iniziare un incarico molto importante riservatogli dal vescovo Fausto Tardelli. Ma quando il fatidico giorno è arrivato, è stato difficile distaccarsi da lui. Da oggi don Cipriano Farcas non sarà più il sacerdote attivo sulla montagna pistoiese ma, tra pochi giorni, inizierà questo nuovo cammino che lo porterà a Roma, dove inizierà il nuovo servizio dentro l’Ordinariato militare per l’Italia, diventando sacerdote delle forze armate (carabinieri-guardia di finanza-marina militare-aeronautica-esercito). Un impegno che lo porterà in giro per la penisola intera.

Ieri, durante il discorso di saluto, una sorpresa. Don Cip manterrà un legame con la montagna pistoiese perché da mercoledì scorso ha preso la residenza a Spignana. Don Cipriano è arrivato a Maresca nel 2009, 4.424 giorni fa, come ha precisato egli stesso, mandato per accudire don Vincenzo Venturi. «In questi anni ho cercato di creare una grande famiglia della montagna pistoiese. Ho cercato l'incontro, l'accoglienza e il coinvolgimento da parte di tutti. Non posso abbandonare la montagna che per questi 13 anni mi ha fatto da famiglia. Il Signore – ha detto il parroco – ci ha fatto incontrare e camminare insieme in questi 13 anni. Ora le strade si separano ma non cessa il sentirmi parte di questa grande famiglia. Infatti ho preso la residenza a Spignana, e ogni volta che avrò occasione tornerò da voi».

Don Cipriano ha avuto parole di vicinanza e condivisione anche verso i suoi colleghi parroci, i medici e gli infermieri, le forze dell'ordine e le autorità civili per i rapporti collaborativi che ci sono stati. Senza scordare il mondo dell'associazionismo, in particolare il Comitato parrocchiale di Gavinana. «Un caro saluto ai miei ragazzi del catechismo, di tutta la montagna con cui ho condiviso giorni di svago, ma anche la celebrazione dei sacramenti. Vi ho voluto bene».

Infine ha precisato: «Non smettete mai di andare avanti, non perdete quella forza e quell'amore per la nostra montagna, perché ha bisogno di gente come voi che dedica la sua vita per creare qualcosa di bello. Io sarò sempre con voi». Don Cipriano si è fatto ben volere da tutta la popolazione, ma soprattutto dai giovani che ha saputo attirare attorno a sé, anche perché lui stesso si è speso in prima persona. Un’iniziativa su tutte è il ritorno del carnevale come manifestazione di una montagna unita.

Da oggi sarà don Cirillo ad occuparsi delle parrocchie di San Marcello, Gavinana, Mammiamo e Limestre. Mentre don Sergio di Cutigliano sarà il nuovo vicario della montagna.

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