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Pistoia

il neo presidente di coldiretti terranostra  

«Agriturismi ricchezza in più per la montagna pistoiese»

Carlo Bardini
«Agriturismi ricchezza in più per la montagna pistoiese»

Corsini invita a valorizzare le potenzialità delle strutture presenti sul territorio «Occorre incrementare le risorse destinate a far crescere la popolazione»

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Carlo Bardini

Cutigliano. «Gli agriturismi in altura aumentano l'attrattiva delle montagne. La montagna pistoiese è viva, nonostante le sue fragilità, anche grazie a centinaia di aziende agricole impegnate a produrre e a preservare. Il paesaggio innevato di questi giorni la rende ancora più affascinante per i turisti, che ne vengono giustamente attratti, grazie alla quotidiana cura di chi in montagna ci vive e lavora. Una simbiosi tra uomo e natura che bisogna aiutare, incrementando le risorse destinate a far crescere la popolazione montana».

È quanto sostiene Coldiretti cogliendo come occasione per parlare di questo importante settore a metà tra agricoltura e turismo la scorsa giornata internazionale della montagna.

«Per noi montanini – spiega Giuseppe Corsini, presidente degli agriturismi Coldiretti Terranostra appena eletto in questa carica – questa giornata è un giusto riconoscimento. Le attività agricole sono in piena attività. Anche sotto la neve accudiamo gli animali, produciamo formaggi ed altri prodotti tipici, da offrire nei nostri agriturismi, nei negozi e nelle strutture ricettive o da portare a valle. Il periodo festivo di fine anno, con gli ospiti attratti dalla neve rappresenta per le aziende agricole una quota non indifferente di vendite. Anche se purtroppo il protrarsi della pandemia rallenta la ripresa». E a dare il contributo di attrattività alla montagna pistoiese ci sono anche gli agriturismi della rete Coldiretti (Terranostra-Campagna Amica), alcuni dei quali sono attivi in questo periodo anche col servizio ristorazione: I Sapori della Montagna, Il Volpino, Le Roncacce nei comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio, e l’Agriturismo Montaione nella Svizzera Pesciatina. Coldiretti, però, a livello nazionale lancia un monito.

Occorre salvare le vacanze sulla neve di 3 milioni e 800mila italiani che prima della pandemia erano andati in vacanza in montagna nelle feste di fine anno, per non fermare la ripresa economica ed occupazionale di quei territori.

«Si tratta di un’opportunità – sottolinea la Coldiretti – destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull'intero indotto delle vacanze in montagna, dall'attività dei rifugi fino agli agriturismi già duramente colpiti dalle limitazioni di Natale e Capodanno dello scorso anno. Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole con le attività di allevamento e coltivazione – continua ancora la Coldiretti – svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l'abbandono e lo spopolamento».

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